“Pronto a dire “buongiorno”, a rispondere “bene”,
a sorridere a “salve”, dire anch’io “come va?
Francesco Guccini

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Pronta non sono quasi mai.

Voglio dire, troppo spesso fuori luogo, fuori posto, insomma fuori.

Che poi, che significa pronta? A fare cosa? Sento odore di ansia da prestazione. Me ne infischio, me ne libero, esco.

Fuori fa freddo, mi stringo nel paltò, sprofondo il viso nella sciarpa morbida, socchiudo gli occhi: la vista non serve o almeno non è l’unica bussola che ho per orientarmi lungo la via.

Fuori è dentro, in realtà: questione di punti di vista, ovvio. Fuori ci sono io. Troppo spesso ci obbligano a stare “dentro” (a regole, consuetudini, usi, costumi, consumi…). Io esco: vado a prendere una boccata d’aria, ci vediamo: ciao!

Sai che c’è? che trovo una Donna qua fuori.

E’ ammaccata.

Deve averle prese ma cammina  a testa alta, mi sembra anzi che impari a farlo ogni giorno di più. Ha un busto eretto che non le conoscevo prima: più spesso l’ho vista curva, goffa, nascosta dietro a un paravento di ostinato buonumore, quasi a dire “tutto ok, tutto bene, anch’io, come va?” Non va un bel niente, direi e quando ha cominciato a dirlo, è come se avesse iniziato a dischiudersi, come se avesse lasciato quell’involucro di inutile e apparente benessere per vedersi nuda, sola, ammaccata… bella.

C’è bellezza nella nuda verità, c’è forza, c’è coraggio, c’è tenace meraviglia, c’è un tornare “a casa”, alla vera essenza delle cose, fatta di piccole, minuscole conquiste, di respiri più larghi, di un sentire onesto, magari piccolo e insignificante ma vero.

E allora non sorprendetevi se forse, un giorno, alla domanda “Ciao coma stai” non sarà un sempreperforzaostinato “bene” a scivolarmi dalle labbra ma non fraintendetemi: potrebbe anche essere un “benissimo”.

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