Non è un mistero che io ami la rete.

Non la amo a prescindere ma selettivamente. Del resto, nella vita è importante affinare la capacità di scegliere ivi compresa quella di dire dei “no” all’occorrenza.

Sia chiaro, amo la rete perché scelgo, perché come in qualsiasi altro ambito del vivere umano, nel tanto ci sta tutto e nel tutto non mi ci riconosco sempre. Ci sono però realtà che stanno crescendo grazie al Web e che stanno creando occasioni di incontro, di scambio, di crescita comuni e per chi, come me, abbia da poco abbandonato certezze e abitudini, rappresentano un piccolo faro nella nebbia, un esempio positivo e propositivo, talvolta un miraggio nella landa deserta del quotidiano e burocratico andirivieni di noie.

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Tra le molte realtà per me degne di nota, oggi segnalo Casa Netural, uno spazio aperto al co-living e al co-working, che si propone di fare incontrare spirito imprenditoriale (ovvero capacità di assumersi rischi) e creatività (quindi capacità di esplorare strade nuove, diverse).

Come?

Aprendo fisicamente uno spazio nel cuore di Matera e coltivando scambi e capacità progettuale proprio grazie alla rete.

Nel giro di pochi mesi la Basilicata e Matera in particolare, sono diventati un punto di riferimento importante per la Social innovation, ovvero come scrive il sociologo Geoff Mulgan per le  “nuove idee per risolvere sfide sociali e ambientali” che “ci circondano ogni giorno di più”.

Si spazia dall’apprendimento a distanza alla difesa dei diritti umani attraverso i social media, dalle malattie incurabili al cambiamento climatico. O ancora dalle problematiche poste dalle prolungate aspettative di vita (assistenza sociale e sanitaria) e dai flussi migratori (integrazione), da quelle determinate dalle crescenti diseguaglianze sociali (disagio, violenza) a quelle dovute alla diffusione del benessere (obesità, sedentarietà, dipendenza da droghe) e del precariato (freno all’autonomia dei giovani).

A Matera sono stata invitata insieme ad altre persone a vivere un’esperienza di osservazione sociologica in chiave social: si tratterà di ascoltare 14 realtà economiche territoriali (legate alla ristorazione e all’accoglienza) e di sviluppare al termine della giornata un progetto di lavoro e sviluppo comuni (per i twitteri che fossero interessati, gli hashtag ufficiali della giornata saranno #explobasilicata e #meetup).

Quello che più mi affascina di questo modo di fare rete, è la rapidità e la semplicità con la quale vengono a crearsi comunità di persone legate  da visioni comuni della vita e da affinità di pensiero  normalmente difficilmente riscontrabili nel quotidiano sorseggiare caffè al bar.

Segno inequivocabile che la rete, o meglio un utilizzo virtuoso della stessa, laddove le si affidino i nostri reali interessi e la nostra voglia di contribuire e di fare, stimoli la nascita di piccole comunità di interessi e sostenga l’imprenditorialità dei singoli attraverso la forza del gruppo.

Personalmente credo molto nel valore di queste esperienze, fossero anche soltanto utili ad accrescere atteggiamenti imprenditoriali che in un momento di crisi quale è il nostro sembrano essere una risposta propositiva all’incertezza che tutto pervade e al deprimente imperversare di giungle e gabelle burocratiche.

Del resto, che la motivazione sia il sale di qualunque impresa, lo dimostra il fatto che il desiderio e il piacere di partecipare a questa esperienza, mi fanno soprassedere sulle evidenti difficoltà di ordine tecnico che dovrò affrontare per raggiungere Matera da Portoferraio e rientrare il giorno dopo.

Si preannuncia una gran bella avventura, per cui non mi resta che darvi appuntamento su twitter prima e qui, tra questi appunti sparpagliati, poi.

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