bagno di bosco a Calomini

Assai spesso, nella mia vita, ho provato la strana impressione che il mio essere si sdoppiasse, che altri esseri vivessero o avessero vissuto in lui, in altri tempi o in altri luoghi.

Jack London

Ogni prova sentiero che faccio, è un’esperienza a se stante.

Muove emozioni, intuizioni e mi fa abitare luoghi diversi della mia geografia interiore.

Oggi volevo provare un sentiero nato letteralmente sulla carta, niente di più.

Avevo letto dell’eremo di Calomini. a Fabbriche di Vergemoli (LU) e mi ero incuriosita al punto da pensare di voler proporre un Cammino Sacro.

Mi attraggono i luoghi di fede, perché camminare è di per sé un atto di fede che ci avvicina alla nostra natura divina, un passo dopo l’altro, silenziando la mente e affinando l’ascolto del cuore che si sintonizza sui passi, sul respiro, sui bivi che incontriamo lungo la via ma anche nella nostra vita.

Camminare infondo è una magnifica metafora del nostro cammino evolutivo.

Nasciamo con una cartina approssimata  ed ereditata di quello che “dovrebbe essere” il nostro cammino, con segnate le svolte più importanti, le tappe “obbligate”, i bivi che potrebbero metterci in crisi perché offrono nuovi incroci e infondo, da qualche parte, un agognato luogo non luogo dove si suppone dovremmo arrivare.

Nel mezzo, la vita, gli imprevisti, lo strepitare della nostra anima che se abbiamo fortuna si fa sempre più rumoroso e assordante, perché Lei, l’anima, se ne frega di dove ci dicono che dovremmo andare: Lei vuole riportarci a Casa, alla nostra natura luminosa, alla piena espressione del nostro potenziale che si esprime attraverso scelte consapevoli e somiglianti alla nostra intima natura.

L’anima è l’energia racchiusa in una ghianda, che accoglie in sé il grande sogno di diventare una quercia, anche se è solo un piccolo seme.

E’ ciò che ci ricorda chi siamo, che guida i nostri passi incerti, a volte con un filo di apparente follia, sull’orlo del possibile per farci sperimentare che la nostra mappa del reale e di ciò che siamo capaci di fare, è estendibile come lo sono le nostre convinzioni e le nostre capacità.

Un cammino, specie come quello di oggi nel quale il percorso era mal tracciato e a tratti inesistente, offre la grande occasione di sperimentare fiducia e pazienza, perseveranza e intuizione.

Quando il gps  o le carte dei sentieri  smettono di funzionare, abbiamo solo una scelta: riattivare la nostra intima capacità di connetterci a tutto il creato.

La capacità di orientarsi in uno spazio non è innata (certo, c’è chi nasce più fortunato e con una buona dose di “orienteering” nel sangue) la si può sviluppare, tornando a ricordare che siamo figli e figlie del sole, del torrente, dei sassi, delle fronde.

Abbiamo infatti una innata capacità di sintonizzarci, di osservare in profondità, di annusare la via esattamente come fanno gli animali, solo che non lo facciamo mai e soprattutto siamo costantemente intralciat* nel farlo, da una vocina interna che ci sussurra: “dove vai? torna indietro, non vedi che ti sei pers*?”.

Un Cammino Sacro, cioè un cammino vissuto nella sua intima e profonda natura e con l’intento di sintonizzarci con tutto ciò che ci circonda e che ci riguarda, è una straordinaria occasione per vivificare la nostra ancestrale capacità di “trovare la via” anche in mezzo a un bosco (va da sé che intendo dire anche in mezzo alla “selva della nostra vita”, quando cioè  quando, per dirla con Dante, la “retta via era smarrita” e pensiamo che ogni cosa sia  perduta).

Un Cammino Sacro è  una profonda esperienza di riconnessione al cordone di vitalità, fiducia, coraggio che ci tiene allacciat* a questo pianeta, attraverso la preziosa vita che ci è stata donata e  che si avvale di cammino, ascolto, meditazione, contemplazione.

Oggi ne ho fatto esperienza, rallentando, ascoltando, toccando, annusando, lasciando che la mente si convincesse a più riprese che mi fossi persa e che non avrei trovato la via, fintanto che l’unica via che abbia senso percorrere non si è  palesata: quella del cuore che in Natura torna a battere, vivere, gioire e amare ed è  incredibilmente  capace di trovare la via, con naturalezza e infallibile precisione.

Perché si, siamo molto più di ciò che pensiamo e la nostra vera paura non è quella di fallire ma quella di splendere, splendere a dismisura.