Un giorno sono entrato in un luogo dove ogni parola di uno veniva colta senza fallo dall’altro.
Lo stesso accadeva per ciascun silenzio (…)
Nell’ampiezza di questo legame, c’era qualcosa di musicale e in esso noi eravamo simultaneamente insieme e separati, come le due ali diafane di una libellula.
Avendo conosciuto questa pienezza, so che l’amore non ha nulla a che vedere con il sentimentalismo che striscia nelle canzoni e non sta nemmeno nella sessualità che il mondo trasforma nella sua merce primaria  – quella che permette di vendere tutte le altre.
L’amore è il miracolo di essere un giorno intesi sin nei nostri silenzi e di intendere in cambio con la stessa delicatezza: la vita allo stato puro, fine come l’aria che sostiene le ali delle libellule e che si rallegra della loro danza.

Christian Bobin

E’ nella relazione profonda e vivificante con il mio Maestro, che ho potuto fare esperienza di questa qualità dell’esserci, dell’ascolto.

C’è qualcosa nell’ampiezza e nella profondità di questo legame, che riesce a non farmi sentire mai sola e che estende questa sensazione ovunque, a patto io mi connetta con questa qualità dell’esserci.

Non sono sola mentre leggo, mentre cucino, tantomeno nel bosco e neanche quando ascolto una persona durante una seduta di counseling. Perché sono nell’amore. Un amore che non è bisogno ma appunto vita allo stato puro: il reciproco rallegrarsi di esserci, manifestarsi.

Quando sono con lui o mi sento in contatto profondo con lui, provo amore verso il mondo e capisco che questo sentimento nasce dalla sua presenza: la nostra relazione è il mio viaggio interiore.

Il mio cammino consiste nell’approfondire questo amore verso chiunque e ogni cosa: ecco come credo di poter aiutare altre persone a entrare in contatto con la propria anima

Ciò che mi ha permesso nel tempo di fidarmi del mio Maestro e di cominciare a percorrere la strada del cuore, è stato l’amore.

Il mio Maestro mi sta insegnando che quando  l’amore si unisce alla consapevolezza, si apre la porta della mente cuore e dell’anima.

La mente del cuore, il cuore spirituale, è consapevolezza e amore e c’è una pratica che mi sostiene in questo senso e che consiste nel ripetermi: io sono consapevolezza amorevole.

Per cominciare porto l’attenzione al mio respiro al centro del petto, la casa della mente cuore.

Osservo tutti i pensieri che formano l’ambiente della mia mente e mando amore a ogni cosa, amo tutto ciò di cui riesco a essere consapevole.

In questi piccoli luminosissimi momenti di contatto profondo con me stessa, smetto di essere i miei ruoli e sono semplicemente consapevolezza amorevole, il che significa che qualsiasi cosa incontri il mio sguardo, incontra il mio amore.

Praticare questo tipo di consapevolezza sottile, ci permette di uscire dallo stato egoico delle identificazioni e di immergerci nel mare d’amore che siamo. Così, dal momento che ci svegliamo al momento in cui andiamo a letto e forse anche nei nostri sogni, siamo un ambiente amorevole per noi stessi e gli altri.

Possiamo imparare a usare questa pratica per riconoscere le nostre forme pensiero e imparare a disidentificarcene.

L’anima ama, l’ego no.

Quando ci permettiamo di diventare anime guardandoci attorno ci sorprenderemo nello scoprire di essere circondat* da anime. E’ così che diventiamo Uno e questo ovviamente comprende anche gli animali, le piante, il regno dei minerali.

E’ tutta un’unica energia che si declina in differenti manifestazioni, ma resta sempre un’unica fonte cui tornare ad abbeverarci, insieme.

 


Per approfondimenti:

Swami Vivekananda “The experience of Cosmic Consciousness”

Thich Nhat Hanh “Il sole, il mio cuore”