personal branding in natura

Mi capita sempre più spesso che le persone mi chiedano cosa (caspita) faccio, probabilmente perché si sente parlare spesso di coaching.

Considerato che la risposta è più o meno sempre la stessa, qua mi prendo la briga di dirti cosa mi serve per fare la coach.

  • Ascolto attivo. Questo attrezzo mi è utile per accompagnarti lungo la via. Si tratta della capacità  di ascoltarti e di creare uno spazio di accoglienza per i tuoi contenuti nel quale sia chiaro a entrambi che tu sei ok e io sono ok. In questa fase preparo  le condizioni affinché io possa entrare nella tua mappa o visione della realtà e comprendere il problema dal tuo punto di vista. La postura, le parole che scegli, il ritmo del tuo respiro, i gesti che fai, le pause che regolano il ritmo del nostro scambio, sono tutti elementi fondamentali per entrare in relazione con te.
  • Vivo interesse per le persone, quindi anche per te eh. Senza questa caratteristica, l’empatia fa fatica a farsi spazio e la buona riuscita dello scambio potrebbe essere messa seriamente in crisi. Cosa significa empatia? Significa entrare il relazione profonda con te, contattando dentro di me le stesse aree emotive di cui mi parli. Tristezza, rabbia, gioia: di qualunque emozione si tratti io ho necessità di entrare in contatto con l’esperienza che anche io ho fatto, per sentire con te. Brené Brown lo spiega in modo davvero coinvolgente in questo video:

  • Saper essere. Questo è molto utile anche per empatizzare con te e significa che prima di accompagnarti per i sentieri bui e confusi del tuo disagio, devo averne attraversati di simili anche io dentro me stessa. Devo cioè essermi persa almeno una volta, devo avere sperimentato sulla mia pelle il senso di frustrazione, di rabbia, di paura, di impotenza, di confusione di cui mi parli. Il saper essere implica che io conosca il significato dell’attesa fiduciosa di chi abbia operato scelte significative e sappia come si sente chi sceglie il cambiamento e ad esso si affida, consapevole che questo richiede molto tempo e tanta costanza. Si, ci saranno spesso i sabotatori e non passerai giorno senza che tu abbia la tentazione di mandare tutto all’aria e tornare sui tuoi passi e forse lo farai. Che tu torni sui tuoi passi oppure no, io ti invito a integrare queste parti di te, a non lottarci contro e a tenere a mente che puoi sempre ricominciare e riprovare a cambiare, anche quando sarai tornata sui tuoi passi: non è mai troppo tardi per iniziare a fare qualcosa di significativamente diverso nella tua vita.
  • Creatività. Questa mi viene incontro ogni volta che inizio un nuovo percorso. Spesso anche se le storie che mi raccontate si somigliano (e somigliano anche alla mia, accipicchia!) non seguono un percorso simile. Ognuno di noi è un vero e proprio prodigio di unicità che reagisce a stimoli e a sollecitazioni differenti. La creatività serve a combinare in modo del tutto personale tecniche e approcci a seconda delle esigenze specifiche di chi si siede davanti a me.
  • Capacità di ragionare per obiettivi. L’ho scritto spesso e volentieri: nel life coaching si lavora per obiettivi dichiarati, misurabili, espressi in forma positiva e che siano ecologici per la persona, ovvero che ne rispettino valori e priorità. Riuscire ad arrivare alla formulazione di un obiettivo che abbia queste caratteristiche è per me la vera priorità: una volta fatto ciò abbiamo già spianato la strada a nuove connessioni neuronali e il resto lo fa in gran parte l’esercizio.
A questi 5 punti aggiungo volentieri l’effetto WOW, quello che mi regala l’inizio di ogni storia, l’ingresso emozionato ed emozionante che mi permetti di fare nei tuoi vissuti e nei tuoi strappi e che mi lega a te in ragione del coraggio e della fiducia con cui mi affidi  tutto ciò.