quadrifoglio

La rete, ormai è assodato, dispensa informazioni utili e stimoli necessari alla propria attività.

Con questo spirito oggi ho accettato l’invito della mia amica Francesca di leggere un articolo di Annamaria Testa sulla resilienza.

L’articolo parla dei sistemi resilienti per affrontare l’incertezza e di come il termine, preso in prestito dalla tecnologia dei materiali, sia entrato a fare parte del nostro quotidiano.

La resilienza ha a che fare con il concetto di elasticità.

Nel caso di un edificio, tratta della sua adattabilità, a fronte di agenti atmosferici, urti, sollecitazioni esterne che vorrebbero modificarne l’architettura.

Se il termine lo si adatta alla sfera biologica, ha invece a che fare con la capacità di riparare ciò che ha ricevuto una aggressione e di tornare o di evolversi in funzione di nuove possibili aggressioni.

Affascinante, no?

Affascinante al punto che sono andata oltre e mi sono chiesta quanto questo abbia a che fare con il mio lavoro, soprattutto quando si tratta di definire una strategia di comunicazione per te, all’indomani di un percorso di digital coaching.

Mi spiego meglio.

Normalmente ti rivolgi a me perché hai bisogno di capire, di organizzare, di imparare a gestire la tua comunicazione e il tuo personal branding, senza essere letteralmente sopraffatta dall’idea che gli altri si fanno della tua attività (crisi).

Con questa sensazione di subbuglio e confusione, ti presenti a me e iniziamo un percorso.

Lungo la via ti alleni a cambiare prospettiva, impari a gestire contenuti e a scrivere in ottica web, inizi a familiarizzare con l’idea che impostare una strategia di comunicazione somigli né più né meno a quella di costruire una casa, organizzando progetto, planimetria e materiali ovvero vision, strategia e strumenti di comunicazione.

Lentamente e inesorabilmente impari a gestire e a non essere più gestita dal continuo flusso di comunicazione.

Impari a scegliere e a dosare, a procurarti le informazioni e a lasciarti ispirare da letture apparentemente distanti da quelle che ti sono utili per lavoro, perché hai capito che hai bisogno di allargare il tuo campo semantico per essere sicura di raggiungere più persone possibili, unite però da valori e interessi comuni.

Inizi cioè a capire che lavorare alla tua content strategy equivale a imparare a riconoscere un quadrifoglio in un prato erboso.

Si tratta di affinare lo sguardo, di iniziare a familiarizzare con le differenze oltre che con le similitudini e di imparare a capire chi sei, cosa fai e cosa non fai.

La tua comunicazione è tanto più efficace quanto più è centrata sul tuo reale valore e qui voglio lasciarti qualche consiglio utile.

Per prima cosa inizia a lavorare all’albero delle tue parole chiave.

Costruisci un fusto, un bel tronco fatto di tre, quattro parole che identificano in modo significativo chi sei e cosa fai.
Fatto?
Bene, adesso spostati sui rami, diventa sempre più specifica, entra sempre meglio nel dettaglio dei tuoi servizi, del tuo saper fare.
Infine, allarga la visuale tutto d’un tratto: abbraccia la chioma del tuo albero, stai ampia e chiediti in quale campo semantico ti muovi, gioca con le parole, ricordando che i tuoi contenuti parlano di quello che fai e che devi imparare a raccontarti, prima ancora che a venderti.

Per farti un esempio, ai clienti che sto seguendo all’Isola d’Elba sto consigliando di non limitarsi a raccontare la propria attività ma di tenere in considerazione anche l’ambiente nel quale vivono, lavorano e dal quale traggono ispirazione.

Mettiamo il caso che io cliente,  decida di trascorrere una settimana sull’isola e che vada in rete a cercare contenuti a riguardo. Mettiamo anche il caso che io vada a fare una vacanza di addio al nubilato perché l’anno prossimo vorrei sposarmi e non ho ancora deciso alcunché a riguardo.

Durante la ricerca, trovo un delizioso sito di allestimenti floreali che mi racconta di esperienze d’isola e di possibili matrimoni allestiti in suggestivi scenari e ambientazioni da favola, di cui l’Elba è ricca.

Tac! Si accende la scintilla ed è amore.

Originariamente ero venuta sul web a cercare informazioni sull’isola d’Elba e finisce che trovo presiose indicazioni sulla mia location da sogno per il mio matrimonio, comprensive di wedding planner, fotografo e possibile catering.

Non è incredibile?

Ci sono infiniti modi per intercettare possibili clienti, a patto che si stia in contatto con i propri valori e principi ma anche con il proprio contesto di riferimento, specie quando si tratta di un’isola dall’indubbio fascino che attira ogni anno moltissimi visitatori.

L’aspetto resiliente nella comunicazione che propongo sta proprio in questa capacità di vedere  risorse nei limiti, di non fermarsi all’elenco dei servizi che offriamo ma di affondare mani e piedi nei nostri contenuti, trovando una formula personale e utile di proporli.

Tutto ciò richiede la capacità di essere semplice, che non è banalità ma ricchezza di senso che non scende a compromessi con la complessità dell’idea.

E adesso, dimmi: quali parole metteresti nel tronco del tuo albero, quali tra i rami e infine, stando ampia, quale chioma abbraccia tutta la tua comunicazione?