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Ogni anno è la stessa storia: il primo sole, il primo caldo, le prime fioriture e io non ho più voglia di stare chiusa in casa, smanio per uscire, camminare per sentieri, respirare l’aria vivace che annuncia l’imminente arrivo della primavera e si, starmene a guardare il mare.

Marzo è il mese votato a queste prime sensazioni: non importa se arriveranno ancora pioggia e maltempo a scombinare i piani perché con la testa sono già in primavera.

Sarà per questo, forse, che a Pasquetta propongo una #elbaexperience di una giornata, comprensiva di escursione in natura con me la mattina, a fare l’esperienza del taccuino dell’esploratore e di corso di intrecci fioriti e assaggio di marmellate locali nel pomeriggio.

Per me è un modo alternativo di fare coaching con te, godendo della bellezza dell‘Isola d’Elba (Livorno) e della varietà dei suoi scenari.

Lavorare sui sistemi rappresentazionali facendone esperienza diretta in Natura, significa per me acquisire una competenza nuova sul campo, non limitarmi a raccontarti le cose ma fartele vivere direttamente.

Tutta l’esperienza d’isola segue questa filosofia, che è poi la modalità stessa con cui io per prima ho appreso competenze negli anni, mescolandole alle mie esperienze e ai miei vissuti, trovando così l’agognato bandolo della mia matassa professionale.

A Pasquetta puoi fare un assaggio di quello che intendo per formazione esperienziale, seguendomi per i sentieri e allenando la tua capacità di osservare, sentire e ascoltare ed esercitandoti a usare più registri di scrittura.

Nel pomeriggio ti invito invece a fare un’esperienza di intrecci fioriti con Angela, regina indiscussa delle essenze locali, donna piena di creatività e ingegno e a seguire un incontro con Laiza e le sue marmellate prodotte con frutta isolana.

Perché ti propongo questo corso?

Perché credo che imparare a vedere la bellezza in quelle che siamo abituati a chiamare erbe comuni, abbia molto da insegnarci in ottica di personal branding.

Vedi, il grosso del lavoro che svolgo con te ha a che fare con i tuoi censori interni, con i meccanismi che ormai hai collaudato negli anni e che ti servono a tenerti a largo da te stessa e dai tuoi veri desideri, in un limbo di indistinta capacità.

Lavorare sui tuoi contenuti, individuando inclinazioni e opportunità, significa addentrarsi nella fitta foresta dei divieti, dei vincoli, dei “non sono capace”.

Mica facile: non sorprenderti quindi se alla formazione associo esperienze di life coaching a sostegno della tua crescita personale.

E’ un viaggio da fare in punta di piedi, con molta delicatezza, imparando a darsi molti permessi.

Il primo e forse il più importante è il permesso di sbagliare e di non saper dare tutte le risposte.

Nel life coaching questo per me è un mantra, perché per poter imparare qualcosa di nuovo, è necessario essere disposti a lasciare andare qualcosa di vecchio, di limitante, di non più funzionale per te oggi.

La nostra paura di sbagliare è senz’altro un freno molto forte alla capacità di imparare a comunicarsi in digitale.

Al tempo stesso imparare ad accettare l’idea che non si hanno sempre tutte le risposte immediatamente e che quindi occorre imparare a sostare in una zona di sospensione che frustra alcune nostre aspettative, è un esercizio sano che ci avvicina alla naturale ambivalenza delle cose.

Quindi, dicevamo, per iniziare a muovere i primi passi in direzione dell’espressione di sé è consigliabile imparare a familiarizzare con il concetto di imperfezione e di work in progress.

Si, lo siamo a vita: non finiamo mai di crescere e di scoprire il che tecnicamente fa di noi degli esseri incompiuti che al tempo stesso possono imparare a godere e a gioire della meraviglia di quanto riescono ad essere, ad oggi.

Come si impara a far pace con le aspettative alte di sé?

Accogliendo la propria imperfezione, smettendo di combatterla e imparando a lanciarsi andare quando serve, a rendersi visibili anche se non abbiamo  fatto la piega ai capelli per capirsi.

Del resto si sa che il modo migliore per imparare a parlare una lingua straniera è provare a farlo, buttarsi, confrontarsi con la difficoltà di coniugare un verbo.

Occorre quindi vincere la paura di sbagliare, fare pace con le nostre inadeguatezze e buttarsi nel nuovo idioma, mantenendo viva la speranza che qualcuno ci capisca, sia chiaro :).

La stessa cosa vale nel personal branding: se non ti permetti di stare ampia rispetto alle tue capacità e alle tue possibilità, se non provi a tirare fuori quel nodo che ti stringe la gola, se non cerchi di dare un nome, di associare un’immagine seppur vaga all’idea di professione cui vorresti lavorare, finisce che non ti autorizzi mai a farlo.

Considerato che un bel censore in questo senso è proprio la nostra tendenza a dare tutto per scontato, nel mio programma di digital coaching, io ti accompagno da Angela e ti faccio fare l’esperienza diretta di come un semplice ramo di rosmarino, intrecciato con la salvia o altre essenze che ti sei abituata a non riconoscere neanche più, possa dare vita alla più bella delle ghirlande che tu abbia mai visto.

Fare personal branding è la stessa cosa: significa imparare a guardarsi con occhi nuovi, imparare a vedere ciò che a noi sembra scontato e a valorizzarlo intrecciandolo con i nostri principi, le nostre esperienze, la nostra unicità.

Vedi, abbiamo bisogno di tornare a sorprenderci.

Abbiamo bisogno di meravigliarci e di esprimere gratitudine per ciò che abbiamo: è l’ora di smetterla di guardare a quello che non abbiamo. Nella mia esperienza questo è un buon modo per ripartire da sé, dalle proprie risorse, dal proprio know how in modo efficace e utile anche per gli altri.

Le neuroscienze parlano chiaro: parlare per negazioni non pota nessun giovamento alla nostra vita. Se dico “non voglio che accada x” il mio cervello si predisporrà per immaginare che accada.

Se ti dico non pensare a un albero blu, tu che fai?

Ecco, appunto.

Allora ascolta me: NON prendere impegni a pasquetta che NON siano con me, quindi

 

Ps. Nella pagina dedicata a elbaexperience trovi tutti i suggerimenti del caso per dormire, mangiare e/o fare un’esperienza d’Isola autentica 🙂