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“Ogni tanto, quando occorre, per cambiare è necessario saper solcare il mare all’insaputa del cielo.” (Cit.)

Non  è un mistero, scrivo spesso specie in questi ultimi tempi, che son tempi fluidi, liquidi, in movimento, che ci richiedono capacità di ascolto, flessibilità e una buona dose di naturalezza nel fare.

L’ascolto occorre sempre e fa da bussola al nostro andare: individua caratteristiche, ipotizza connessioni, riconosce talenti con buona pace delle manchevolezze strutturali: insomma, regala uno sguardo consapevole su ciò che è e anche su ciò che non è.

La flessibilità è la conditio sine qua non del nostro vivere quotidiano, non solo perché la capacità di adattamento ha decretato la fortuna di Darwin ma anche perché ha permesso alla specie di evolversi.

Infine la naturalezza, che si collega alla capacità di ascolto e quindi alla consapevolezza che ognuno ha di sé, di quanto è nelle sue corde e di quanto invece, anche no. Questa capacità aiuta a dare credibilità, ovvero autenticità al proprio fare: attraverso la naturalezza ci si spoglia del “dover essere”, per abbracciare la propria essenza, lasciarsene quasi governare, senza bisogno di ricorrere al così fan tutti. Si, perché sono convinta che l’autenticità paghi, sempre e che specie in momenti confusi, concitati, liquidi, quali i nostri,  sia importante poter fare la differenza, lasciare il segno in quel poco che si fa, attraverso la propria individualità.

Di capacità di ascolto, flessibilità e naturalezza si racconterà in uno spazio in movimento, appunto, che apre con calore (e colore, è il caso di dirlo) sabato 20 Luglio a Marciana Marina, inaugurando alle ore 18.00 in Via XX Settembre, 3. Si tratta di “Bluevert”, la mostra di Cristina Sammarco Pennetier, pittrice  di origine francese, ma elbana d’adozione, che  svolge da anni un lavoro sul paesaggio inteso in chiave interiore.

Il titolo si riferisce alle tonalità blu-verdi del mare, tema privilegiato di Cristina  che così si racconta: “A differenza di altre volte in cui esponevo dei lavori legati a un preciso progetto, in questo caso è stato il luogo ad ispirarmi. “Bleuvert”, infatti, subentra per la stagione estiva al mitico  elettropesca, un riferimento per più di cinquant’anni a Marciana Marina. Mi piacerebbe che fosse un luogo dinamico, dove l’esposizione dei lavori varierà ogni quindici giorni e dove saranno organizzati laboratori d’arte per bambini…un luogo per vivere l’arte nel nome del Mare.”

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Tutta l’opera di Cristina è pervasa da una straordinaria leggerezza che restituisce con impalpabile delicatezza sulle tele che si fanno soffio, aria, acqua, brezza di mare.

Con “Bluevert”, Cristina sembra  trarre linfa creativa dal movimento, dalla transitorietà e  dalla consapevolezza che viviamo (essendo di passaggio) in un’epoca di passaggio,  abbandonando così l’umana tentazione di dover trattenere per forza alcunché, giocando con il concetto di tempo, reinventandosi e rinnovandosi continuamente, facendo della propria arte  un’esperienza, oltre che un’esposizione, temporanea, volta però a lasciare un segno (d’Amore) in chi, come me,  se ne lasci sedurre.