ph.paolomeitrelibertini.com

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Probabilmente anche tu da piccola avevi un gioco ricorrente, uno di quelli che preferivi ad altri.

Io (con buona pace dei papaveri) adoravo giocare con i boccioli dei fiori di campo e intuirne prima di aprirli, il colore che avrebbero avuto. Quando il papavero è ancora “acerbo”, il fiore presenta petali bianchi che via via vanno sempre più tingendosi di rosso, poco prima di esplodere nelle vivaci fioriture che conosciamo.

Una volta aperti, i boccioli, si trasformavano nella mia fantasia in bellissime ballerine dai vaporosi abiti petalo. Se ero ispirata, organizzavo dei veri balli ai quali accorrevano margherite, ranuncoli e fiori di trifoglio, in un vero tripudio di forme e colori che faceva impallidire l’ape regina.

Giocavo da sola, immersa nei campi della campagna pistoiese, circondata dalla luce di maggio che accende il cielo che si avvicina all’estate.

Angela e Laiza, le protagoniste di questa storia, no, non giocavano con i papaveri da bambine ma organizzavano balletti, spettacoli e feste nel loro paese natìo a  S.Ilario, Isola d’Elba.

Se non conosci Sant’Ilario, il paese val bene una visita perché dentro questo accrocco di case abbarbicate su una collina che guarda il mare, ci sono storie e persone, visi e racconti che queste righe non colgono del tutto.

Siamo nel comune di Campo nell’Elba, quello della ben più rinomata Marina di Campo, paradiso delle famiglie ma anche dei giovani grazie alle sue spiagge ampie e tra questi vicoli e queste piazzette assolate, da qualche tempo Angela e Laiza hanno scelto di tornare a far vivere un pezzo della loro storia, realizzando un loro sogno e condividendolo con tutta una comunità.

Come? Organizzando sposalizi che raccontano le tradizioni di questo luogo.

Angela si occupa da anni di allestimenti floreali per cerimonie e nel tempo si è  specializzata particolarmente in matrimoni, anzi no, in sposalizi.

Si, hai capito bene: Angela allestisce e cura unioni con il gusto e il sapore di una volta, chiamando a raccolta il paese di Sant’Ilario, coinvolgendo le donne del paese in una raccolta minuziosa di piatti e porcellane, nonché di tovaglie e sedie dal gusto vintage, aiutata  da Michele Fabiani.

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ph. paolomeitrelibertini.com [il bouquet con essenze di giardino]

Attenzione però, qui siamo lontani anni luce dalle correnti modaiola e shabby chic: con Angela si vive una storia, quella del paese che usava riunirsi a festa in piazza di chiesa, per festeggiare gli sposi.

Una storia che parla la lingua del luogo e che si esprime anche attraverso una attenta ricerca di tutti i complementi di arredo necessari.

Se le decorazioni sono scrupolosamente curate nel dettaglio, utilizzando fiori ed essenze di giardino, il rinfresco è affidato alle sapienti mani di Laiza che oggi come allora si immerge nello spirito della festa di paese con tutto il cuore.

Frangette, cioccolata calda, struffoli, crostate di marmellata fatta in casa con la frutta del luogo e ancora cantucci, biscottini e peschine: nel forno di Laiza rivivono i profumi delle nonne, le ricette tramandate di generazione in generazione e vive l’amore per il territorio e il suo racconto genuino.
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ph. paolomeitrelibertini.com

Oggi Angela e Laiza continuano a “giocare” nella piazza del paese, coinvolgendo gli abitanti in un brindisi collettivo agli sposi che scelgono di celebrare il giorno del loro Si, in una cornice assolutamente unica, non solo per la bellezza del luogo ma per la ricchezza delle storie che qui le persone raccontano.

Credo che sia questo il motivo che mi ha indotta a pensare che  Angela e Laiza potessero essere due perfette protagoniste di #elbaexperience, ovvero del viaggio di scoperta di un’isola di storie e di persone che con me puoi fare.
Nei week end di maggio che presto ti racconterò, ho previsto infatti  corsi di decorazione floreale con essenze di giardino a cura di Angela e una visita alla bottega di Laiza, dove prepara ottime marmellate con frutta del luogo e, su ordinazione, dolci tipici della tradizione.

Trascorrere una mattina a Sant’Ilario ha la capacità di farti viaggiare nel tempo, in una dimensione più raccolta e meno frettolosa, dove le storie e i racconti che Angela e Laiza sono capaci di fare rivivere, sono sovrani indiscussi.

L’intento, lo sai, è di vivere l’Isola d’Elba a una frequenza differente, rallentando il respiro, facendo spazio alle persone e ai racconti di un luogo oltre che alla sua innegabile bellezza, per cercare di portare dentro di sé questa dimensione.

Insomma, mare, sentieri, natura, cucina tipica, buon vino, Napoleone, miniere, bike, vela, diving e quant’altro vanno benissimo per parlare di Isola d’Elba ma a me non bastano.

Nella mia idea, a rendere unico, indimenticabile e ospitale un luogo ci pensano le persone e le loro storie il che, se ci pensi bene, fa molto “The Brand of you” di Peters.

In effetti non è un caso che io inserisca tutte queste esperienze apparentemente lontane dal concetto di corso di formazione, in un unico calderone esperienziale di allenamento alla buona comunicazione di sé.

Nelle mie proposte di  personal branding  è molto importante riuscire a mettersi in ascolto,  rintracciare le storie e i vissuti che ci percorrono, che spesso siamo abituati a dare per scontati e che invece rappresentano lo scheletro narrativo del nostro racconto, il vero valore aggiunto che facciamo fatica a riconoscere.
A maggio inizia l’avventura: ci aspettano week end di formazione e di esperienza sul campo e poi profumo di erbe selvatiche e una introduzione dolce al concetto a me caro di cucina emotiva.

Se vuoi saperne di più e ti intriga l’idea di un week end esperienziale all’Isola d’Elba, non avere dubbi: