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Bagno di bosco all’albero con gli occhi

Giugno 27 @ 9:00 - 16:00

€30

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[Secondo appuntamento di bagno di foresta & rune]

Nell’antica percezione del mondo legata alle culture indo-europee, l’albero ha sempre rivestito un ruolo di prim’ordine,  facilitando un collegamento continuo tra le dimensioni ctonie, sotterranee e quelle celesti elevate, realizzandone la sintesi nella “terra di mezzo”.

Molto prima che l’uomo ergesse monumenti e chiese in onore dell’Altissimo, il bosco rappresentava con la sua oscurità e le sue ombre, un luogo di grande sacralità, in cui si respirava mistero, per cui quel gioco di luci e ombre che confondono lo spazio ed il tempo, rivelano radure fra gli alberi salvaguardandone i suoi misteri e divenendone il luogo per riti sacri, per cui fra balli, canti ed offerte, ci si garantiva il perpetrarsi dei ritmi naturali.

Storicamente l’Europa era ricoperta da vaste e molto estese foreste, ed il culto degli alberi era diffusissimo ed ampiamente documentato; come non ricordare le querce sacre di Roma dedicate a Giove, e sui cui rami, Romolo appendeva i trofei conquistati ai nemici, o le querce sacre ai Druidi i quali si ornavano con corone di foglie di querce durante i riti sacri per accrescere le loro facoltà di visione occulta, o ancora i Celti che chiamavano i boschi sacri Nemeton (da nemes=bosco), meglio identificati in radure cariche di poteri benefici ed energetici. Naturalmente ai profani era limitato l’accesso solo durante le festività, periodi in cui i sacerdoti celebravano i riti sull’altare, e nei quali il popolo seguiva le processioni e poteva cogliere un ramo dall’albero sacro.

Possiamo per cui affermare che in tutte le antiche civiltà era presente un legame molto accentuato tra mondo metafisico e bosco, tale da sviluppare un processo di sacralizzazione dei medesimi.

Consideriamo oggettivamente la sua forma: la radice affonda nel terreno, il fusto si sviluppa verso l’alto e le sue fronde si espandono verso il cielo.

E’ semplicemente la rappresentazione del flusso eterno del cosmo nel suo fluttuante nascere, crescere, morire e rinascere; è l’unione della profondità della Terra con lo spazio infinito ed eterno del cielo, è lo scorrere inesorabile del tempo, è il ciclo della vita, è lo strumento del cosmo che crea il contatto tra tutto ciò che è passato (nelle sue radici), è presente (nel suo fusto), è futuro (nelle sue fronde).

L’albero in sé accoglie cinque elementi fondamentali:

l’acqua, sotto forma di linfa, suo alimento fondamentale;

la terra, in cui pone le sue radici;

l’aria, che dona il nutrimento alle sue foglie;

il fuoco, che nasce dallo sfregamento dei suoi rami;

l’akasha, o anima, che dimora dentro di esso e fa sì che possa razionalmente essere considerato un essere vivente.

Le visioni animistiche legate ai culti scandinavi, hanno visto nella runa Eihwaz che in questo giorno incontreremo, il simbolo del tasso (il vero Yggdrasil, albero del mondo, a discapito di molte confuse interpretazioni che lo associano al frassino).

Tasso inteso come “axis mundi” ma anche come albero sacro perché collegato alle dimensioni della morte e della nascita, connesso anche alle dimensioni intermedie che precedono i momenti evolutivi e che possono portare a confusione, smarrimento, crisi.

Detto anche Yggdrasill, sostegno ed impalcatura di nove mondi o piani vibrazionali, nella simbologia nordica veniva identificato nel frassino, o frassino del mondo, albero simbolo dell’eterno fluire della vita attraverso i diversi livelli dell’esistenza.

Di questo albero mitologico troviamo riscontro nell’Edda di Snorri Sturluson, statista e scrittore islandese, che pur risalendo al XIII sec. d.C., riporta tradizioni sicuramente anteriori. L’Edda, è un riassunto di tradizioni nordiche tramandate per via orale da secoli, e grazie a Sturluson sono giunte sino a noi.

Yggdrasill è sorretto da tre radici che seguono direzioni diverse. La prima radice nasce nella dimora degli Dei sotto alla quale è posto un antico pozzo a dimora del quale ci sono 3 norne, fanciulle capaci di determinare il destino degli uomini, e degli Dei, sono l’incarnazione del fato e della loro ineluttabilità.  Queste figure sono riconducibili all’antica Triplice Dea: la Vergine, la Madre e l’Anziana.

Le tre Norne sono legate alle tre dimensioni del tempo e rappresentano l’idea che il destino umano è inequivocabilmente legato tra passato, presente e futuro: Urdhr, la più vecchia è il passato e rappresenta il destino, Verdhandi rappresenta il divenire e rappresenta il presente, Skuld, la più giovane, rappresenta il compito che spetta ad ognuno di noi e rappresenta il futuro: ella molte volte accompagna le Valchirie in battaglia e sceglie quale fra loro dovrà morire. Le Norne devono quotidianamente attingere l’acqua alla fonte insieme al suo limo e prendersi cura del frassino affinché esso non marcisca o avvizzisca. La fonte alla quale devono attingere l’acqua è chiamata Urdhr, o fonte del destino, che altro non è che la fonte dell’eterna giovinezza e della purezza originaria. La seconda radice si trova nella Terra dei Giganti di Ghiaccio, dove un tempo vi era il baratro primordiale dello Ginnungagap, regno di forze maligne.

Accanto a questa radice c’è la fonte di Mimir dotata di potere magico in cui sono celate saggezza ed acume. Nel suo peregrinare Odino giunto a dissetarsi in questa fonte, acquisisce un potere illimitato, ma in pegno lascia a Mimir il suo unico occhio divenendo così, cieco, ma pur perdendo la vista fisica, acquisirà il dono della veggenza attraverso le rune -sistema di simboli incisi su pezzetti di legno, usati nelle operazioni magiche, divinatorie o per operare guarigioni-, nonché vigore e forza fisica. Venne resuscitato divenendo così il Dio non solo dei guerrieri, ma anche di poeti e saggi(1).

La terza radice si trova in cielo e sotto ad essa è posta la terza fonte, chiamata Urd, dove nuotano due cigni bianchi. In questa radice gli Dei posero la sede del loro tribunale.

Dove andremo

In questo bagno di foresta incontreremo un albero magico e sacro, molto caro a chi ama Tiziano Terzani e ne ricorda con affetto le toccanti “cronache dall’Orsigna” dove abitava e incontrava con regolarità il suo “albero con gli occhi”, un ciliegio dallo straordinario fascino e potere evocativo.

Cosa faremo

Ai piedi dell’albero incontreremo alcuni concetti intimamente legati alla runa Eihwaz e ai suoi significati legati al viaggio sciamanico, al collegamento che questo facilita,  tra le dimensioni della realtà.

L’etica del viaggio ci richiede di entrare i contatto con l’essenza della vita che è il Mistero della vita che diventa accessibile via via che ci rendiamo disponibili ad attraversarla in tutte le sue accezioni e sfaccettature, senza riserve.

E’ proprio questo fare esperienza della vita in modo profondo che alla fine forgia il nostro carattere e ci rende umili e capaci di amare, perché è grazie alla frantumazione del senso dell’Io e al disorientamento che ne deriva, che iniziamo a cercare un senso più profondo della vita.

Come sempre integreremo questi concetti all’interno di una esperienza di shinrinyoku che sta incontrando un crescente e giustificato interesse proprio in virtù dei tanti benefici sul piano psico fisico, e non solo, che è capace di apportare.

Per approfondimenti sul mio approccio poetico delle 3 Muse, leggi qua.

 

ATTENZIONE! l’esperienza prevede come sempre un numero massimo  di partecipanti, raggiunto il quale si aprirà la lista d’attesa.

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Qualcosa su di me:

Sono una ecoterapeuta, mindfulness counselor diplomata presso il monastero buddista ITLKforest bathing trainer certificata dal “Forest Therapy Institute” che ha una esperienza di vita e di lavoro intimamente legata al mondo della crescita personale.

Ho una laurea in psicologia nella quale ho approfondito le relazioni esistenti tra le pratiche di bagni di foresta, la mindfulness e i processi di espansione della coscienza ecologica individuale e collettiva. Attualmente sto proseguendo miei studi di psicologia, con una specializzazione clinica.

Ho sviluppato il mio interesse per l’ecologia del profondo a scopo terapeutico, frequentando il Professional Ecotherapy  Tranining and Certificate Program a cura della psicoterapeuta ed ecoterapeuta Ariana Candell fondatrice dell’Earthbody Institute di Berkeley (USA).

Ho studiato le relazioni tra psicodharma e psicologia occidentale presso il Tara Mandala Center, in Colorado (USA) a cura di Lama Tsultrim Allione, con un focus specifico sul femminile illuminato e un lavoro gestaltico sui blocchi interiori.

Sempre in tema di femminile illuminato, sto sviluppando uno studio  di psicologia junghiana sul processo di individuazione e integrazione del femminile attraverso il mito, incorporando sogni, arte, movimento gentile, musica e danza,  presso il Pacifica Graduate Institute,  Santa Barbara (USA).

Sto approfondendo il mio interesse per l’espansione degli stati di coscienza a scopo terapeutico,  frequentando l’awakened mind training  presso l’Arthur Findlay College, Londra (UK).

Mi sto formando come costellatrice familiare con l’approccio sistemico aperto alla Mindfulness introdotto da  Attilio Piazza, allievo diretto di Bert Hellinger.

Sto studiando e praticando il cammino maya-tolteca di cosmovisione della Via Salka.

Se vuoi saperne di più clicca qua.