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 L’Italia è a un tempo Parnaso, Campi Elisi e terra delle Esperidi. Due sono le coordinate che conviene seguire per darsi conto di questo viaggio iniziatico alla fonte del sapere e della bellezza. Ogni europeo rivive il mito di Ulisse, compone una sua Odissea che diviene DiaryJournal o Tagebuch. La sconfinata produzione letteraria è una testimonianza, memoria di un’avventura irripetibile che si ricorderà per tutta la vita e che si fa più vera e reale nel momento in cui viene narrata. Dunque da un lato testi letterari di disuguale valore e di intenzionalità narrative non omogenee, dall’altro l’esperienza visiva e plastica: pittori, architetti, scultori, incisori debbono in primo luogo immergersi nel bagno salvifico dell’Antico e poi attingere all’arte e all’architettura contemporanea di quel grande atelier che è l’Italia in età moderna.

Il Grand Tour e il fascino d’Italia – Cesare De Seta

E quindi si parte: il digital coaching va in trasferta!

Si, hai presente Maometto e la Montagna? Beh, qui direi che la questione tocca Fravola e la Toscana.

Obiettivo?

Raccontare cosa faccio, perché lo faccio e per chi lo faccio e nel mentre? mostrare le bellezze della nostra terra generosa, centuplicare occasioni di condivisione e racconto.

Come?

Mettendoci la faccia, ci ho preso gusto!

Da quando mi occupo di digital coaching, cioè di allenare le persone a “sapersi” prima ancora che a raccontarsi, ho un crescente desiderio di incontrare, conoscere, ascoltare gente, toccare con mano il polso della situazione, cercare di rendermi conto  cosa serve alle persone, quali difficoltà hanno nel comunicarsi sul web.

Forse perché mi muove un principio di utilità.

Spero in cuor mio che la mia esperienza possa davvero servire ad altri.

Scelgo di giocare la carta del viaggio, da sempre intimamente connessa alla mia esperienza di vita.

Figlia e nipote di ferrovieri, ho trascorso i 3/4 della mia infanzia  in un vagone del treno, oscillando come un pendolo tra Hannover e Messina, con lunghe soste a Firenze.

Del viaggio ricordo la gioia di divorare i panini di nonna, le ore trascorse a disegnare storie a partire da quei paesaggi che correvano veloci sotto i miei occhi, le parole che scrivevo nello spazio del finestrino che riuscivo ad appannare con il mio fiato.

Ricordo l’odore del sudore in estate e i brividi di freddo nelle trasferte invernali in Germania ma soprattutto non dimentico l’emozione che saliva quando chiudevamo la porta di casa, con le valige in mano, pronti per nuove scommesse.

Al viaggio ho continuato a sentirmi legata, coltivando il sogno di spostarmi e conoscere altre civiltà: a questo desiderio devo l’aver scelto un liceo linguistico prima e l’essermi infatuata  per l’idea di una carriera diplomatica poi.

Peccato che abbia avuto la meglio la fascinazione per le storie, più che il  desiderio di visitare molti angoli di mondo, ragione per cui all’università ho approfondito gli studi in sociologia e lasciato cadere il diritto internazionale.

Anche l’amore ci ha messo lo zampino, facendo in modo che, nella mia “prima vita”, sposassi un albergatore dell’isola d’Elba e che gestissi con lui una struttura cui rimango molto legata, perché mi ha permesso di esplorare in lungo e in largo il significato del viaggio, metafore comprese.

A certe passioni non si può resistere e anzi io credo si debba imparare a cedere con piacere, ragione per cui anche oggi che mi occupo di allenare le persone a conoscere i propri contenuti prima ancora che a comunicarli, decido di farlo viaggiando.

Si, hai capito bene: mi piace proporre esperienze di digital  e life coaching e al contempo continuare a promuovere i territori, raccontandoli.

Come? Attraverso Elbaexperience, che è un programma di allenamento alla comunicazione sul web che coniuga anche esperienze di fruizione all’Isola d’Elba.

Ma non solo: ho in programma una serie di appuntamenti itineranti per la Toscana: veri e propri week end di benessere e formazione, conoscenza e appagamento all’insegna del relax oltre che dell’apprendimento.

Perché lo faccio?

I FravolaTour, cioè le esperienze di digital coaching in trasferta,  partono da alcuni  presupposti che nel mio lavoro sono fondamentali e che sono la somma delle mie esperienze pregresse:

  • Il territorio è  ancor più bello se goduto attraverso una esperienza in grado di lasciare un ricordo, fatto di persone e vissuti. Non solo cartoline di posti belli quindi ma anche e soprattutto emozioni, vissuti, cose fatte insieme.
  • La formazione,  di per sé non basta: mi piace arricchirla di contenuti altri, apparentemente distanti ma che in realtà confluiscono nel calderone del nostro know how. Come? semplicemente arricchendoci e facendoci vivere esperienze fuori dall’ordinario, capaci di abbassare barriere e reticenze personali. In un clima di maggiore rilassatezza individuale, è più semplice esplorare i propri contenuti ed esserne consapevoli.
  • Subisco una fascinazione incredibile per le storie e i vissuti e il mio lavoro è intimamente legato alle persone: se queste non vengono da me, è consigliabile che io mi adoperi per facilitare il nostro incontro che è sempre arricchente e stimolante.
  • Diciamolo: mi piace vincere facile, in Italia, meta amatissima del Grand Tour,  è davvero semplice trovare gioielli di bellezza e ospitalità, allora perché non goderne e farne addirittura uno dei valori aggiunti della mia proposta formativa?

Per questo ho concepito una serie di incontri itineranti per la Toscana (anche se si mormora di possibili tappe friulane).

Se ti solletica l’idea di far conoscere il luogo in cui vivi ad altre persone, ti piacerebbe organizzare un week end di formazione ed esperienze a contatto con i locali o più semplicemente vorresti partecipare a una tappa del tour,