Nel 2007 il Washington Post ha proposto un esperimento sociale per provare fino a che punto le persone sono capaci di riconoscere qualcosa di bello o sublime, quando la bellezza viene messa in competizione con la quotidianità.

Per farlo, ha invitato uno dei più grandi violinisti al mondo, Joshua Bell a suonare in una  stazione della metropolitana per 45 minuti.

L’esperimento è nato da un interrogativo di fondo: la bellezza è capace di catturare l’attenzione delle persone se presentata in un contesto quotidiano e in un momento inappropriato? In altre parole: le persone sono in grado di riconoscere la bellezza al di fuori del contesto in cui si aspettano di trovarla?

Purtroppo l’esperimento ha provato che guardiamo senza vedere e che sentiamo senza ascoltare, probabilmente perché troppo assorbiti dal nostro incessante dialogo interiore.

Se ci lasciamo sfuggire l’occasione di ascoltare uno dei migliori violinisti al mondo che suona Bach per noi in metropolitana,  hai idea di quali e quanti altri momenti siamo capaci di lasciarci sfuggire nel nostro quotidiano?

La mindfulness si occupa anche di questo, di riportarci al momento presente, all’attenzione di quello che accade momento dopo momento, risvegliandoci dal sonno in cui siamo quotidianamente avvolti.

Lo fa, risvegliando tutti i i nostri sensi  e accendendone l’attenzione su quanto accade  dentro di noi, nel corpo, momento dopo momento.

Le neuroscienze  confermano che la parte del nostro encefalo, responsabile di tutte le forme di percezione, compresa la consapevolezza interiore del nostro corpo, aumenta e si allena proprio con la pratica quotidiana  di  mindfulness e accresce la nostra capacità di empatia, accoglienza e apertura alla vita.

Svegliarsi alle nostre sensazioni ed emozioni apre all’avventura della vita: iniziamo a fare esperienza della vita con immediatezza e freschezza e senso di stupore continuo e torniamo a essere capaci di vedere la bellezza intorno a noi, di accorgerci di quanto accade, risvegliandoci dalla trance del vivere scollegati e affrettati, imparando giorno dopo giorno ad accettare la realtà per quello che è.

Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli.”

K. Gibran

Quando siamo presenti e alleniamo la nostra consapevolezza con la meditazione,  condividiamo questo tipo di gioia, aprendoci al momento presente con il respiro, risvegliando consapevolmente i nostri sensi minuto dopo minuto, accorgendoci del nostro corpo e della qualità dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.

Qui di seguito se ti va, ti propongo una pratica meditativa  di 10 minuti, che puoi ripetere più volte nel corso della giornata, per allenarti a sviluppare presenza, apertura, gratitudine e cuore saldo: