Ma io, meglio di Simone Perotti, proprio non l’avrei saputo dire e per questo non posso che essergli grata, perché ha saputo esprimere in parole quel sentire impastato di solitudine e silenzio che spesso stringe in un nodo alla gola chi, ogni giorno, affronta il mare in tempesta e ostinatamente cerca sempre nuovi approdi per sé e la sua ciurma.

Grazie…