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Respira e sai che tu sei vivo
respira e sai che tutto è lì per te
respira e sai che il mondo sei tu
e che il fiore respira te
respira per te stesso e respiri per il mondo
inspiri compassione ed espiri gioia.

Respira e sii uno con l’aria che respiri
respira e sii uno col fiume che scorre
respira e sii uno con la terra che tocchi
respira e sii uno col fuoco che brilla
respira e trascendi la vita e la morte
respira e vedi che impermanenza è vita.

Tich Nhat Hanh

Respiro e mi ricordo che sono qua per darti un nuovo appuntamento, perché il viaggio di avvicinamento al nostro talento personale, iniziato sabato scorso a Pistoia, prosegue a piccoli passi con un secondo appuntamento all’Officina Motoria e un Sabato in Natura alla Fattoria di Pietrabuona (PT).

Nel primo incontro abbiamo iniziato a intuire che la qualità del nostro vivere passa anche e soprattutto dalle storie che ci raccontiamo.

Queste storie sono l’insieme dei vissuti, delle consuetudini, delle difese che abbiamo imparato a esercitare e che spesso ci tengono alla larga dal nostro potenziale.

Immagina come una bolla di parole e pensieri che è costantemente attiva e nella quale tu sei immerso quotidianamente. Una bolla che ha il potere di “spostarti”  e di sganciarti dal “qui e ora” e di tenerti in un costante stato di reattività e spossatezza.

La reattività è una delle caratteristiche della nostra mente, sempre incline a rifiutare o a gradire, a comparare, giudicare, sezionare: un modo per uscirne, potrebbe essere l’allenarsi a utilizzare un linguaggio fenomenologico per descrivere le situazioni.

Sempre nel primo seminario abbiamo  visto infatti che  l’utilizzo di un linguaggio  descrittivo, capace di stare sui dati grezzi dell’esperienza,  aiuta significativamente a stare nel presente, ad abbassare il volume del giudizio.

Sì, certo, non è stato semplice ma nemmeno impossibile.

In questa seconda tappa spostiamo l’attenzione dal linguaggio e dal  dialogo interiore alla relazione con l’altro, al respiro e al corpo.

Pensiamo erroneamente che la comunicazione stia in quello che si dice, in realtà il non verbale, tutto ciò che la nostra prossemica, lo sguardo, il tono di voce, le espressioni facciali esprimono, ha un impatto comunicativo ben superiore a quello strettamente linguistico.

Siamo immersi costantemente in un sistema di relazioni e scambi di cui spesso non abbiamo consapevolezza.

Ogni incontro, ogni relazione, persino la frase di uno sconosciuto incrociato in treno, hanno da insegnarci qualcosa perché siamo tutti legati gli uni agli altri.

Per sentire quanto ti sto scrivendo, occorre sviluppare un sentimento di comune appartenenza a questa vita e a questo pianeta imparando anche adoperare le cose di questo mondo con sensibilità e cura perché niente ci appartiene veramente, tutto ci è solo donato in prestito.

Come esercitarsi? Attraverso una costante pratica meditativa, capace di spogliarci di ciò che non ci serve e di regalarci uno spazio di “tregua interiore”, nel quale sentirci accettati per ciò che siamo. Punto e basta.

La meditazione rappresenta un valido strumento di indagine e di autoconoscenza, che apre ciò che è chiuso dentro di noi, ovvero i nostri sensi e il nostro corpo, e riequilibra la nostra eccessiva reattività.

Passiamo troppo tempo a valutare, pensare, fantasticare e dimentichiamo di prestare attenzione in presa diretta all’esperienza dei nostri sensi, a ciò che vediamo, udiamo, assaporiamo. Abbiamo quindi percezioni sensoriali annebbiate, siamo costantemente “da un’altra parte” e ci dimentichiamo di “stare” nella relazione con l’altro, di riconoscerlo e di riconoscerci in lui.

Ci guardiamo, ma non ci vediamo.

In questo seminario molto pratico, cercheremo di fare esperienza diretta del nostro respiro, del nostro corpo, delle sensazioni che questo ci comunica, dei vuoti e dei pieni, allenando la nostra capacità di stare con quello che c’è.

Ogni incontro è stato concepito in modo autonomo da quello precedente e successivo, per cui se non eri presente all’incontro sulla comunicazione responsabile ma ti andrebbe di metterti in gioco in questo seminario, puoi