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La dieta del cuore.

ovvero (s)ragionamenti pomeridiani, tra il serio e il  faceto, riappassionandomi con moderazione alla intima me.

Da somministrare a piccole dosi, con calma e molto amore. Non serve avere fretta, gli effetti possono impiegare mesi, a volte anni, a palesarsi e anzi, suggerirei di seguirla senza aspettative, per il piacere di farla, per partito preso insomma.

Più che una dieta è un decalogo (ma non credo che arriverò a dieci punti: sicuramente mi fermerò prima perché bisogna imparare a fare piccoli passi, un po’ per volta, senza fretta) un foglio di istruzioni (da agitare prima dell’uso!) un procedere per approssimazioni e intuizioni a quello che conta, lasciando fuori tutto il resto, perché siamo bravi a collezionare il superfluo, un po’ meno a riconoscere l’essenziale.

Indicazioni:

Se sei un po’ confuso, le certezze ultimamente ti vanno un po’ strette, mediti di cambiare qualcosa nella tua vita ma non sai da dove partire, se sei affetto da crescenti crisi di insofferenza acuta nei momenti più impensati (leggasi in special modo quando il “purché agli altri sembri” e il così fan tutti hanno la meglio sulle situazioni) continua pure a leggermi (non so se ti sarò utile ma sarà stato bello averci provato, considerato che abbiamo forti similitudini).

Controindicazioni:

Se sei un arrivato, uno che ha le risposte in tasca e che se ne sta felicemente e beatamente quieto e appagato nel suo quotidiano, beh, quelle che sto per scrivere sono cretinate ma vedi di darmi tu qualche consiglio giusto se ti va (ne ho un gran bisogno).

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Bene, ora che abbiamo capito a chi si rivolge la dieta… ecco la dieta.

Alzarsi presto la mattina (lo so, molti di voi sbuffano ma sono testardamente convinta che al mattino l’energia sia migliore e la nostra mente, temporaneamente, sgombra di inutili fardelli).

Farsi un buon caffè (tranquilli, se preferite l’orzo basterà mettere sul fuoco dell’acqua e aspettare che bolla, che così accontentiamo anche quelli che il te’)

Scrivere ogni giorno e rigorosamente a mano, dieci motivi per i quali ringraziare. Si, proprio quelli, le nostre fortune, insomma, che siamo bravi a ritenere scontate e che invece allenarci a riconoscere potrebbe condurci a vivere  un’esperienza esaltante.

Sempre a mano, scrivere un buon proposito per la giornata (fosse anche dare da mangiare a quel rompi del gatto della vicina che tutti i giorni vi elemosina attenzioni a pancia all’aria sullo zerbino di casa quando rientrate)

Ricordarsi che lo scrivere a mano serve soprattutto a (ri)prendere confidenza con il proprio corpo e che attraverso la calligrafia abbiamo un costante monitoraggio gratuito dei nostri battiti perché questa attività ci dice se siamo nervosi, se andiamo di fretta, se siamo gioiosi o infreddoliti.

Assentarsi almeno mezz’ora, essere altrove, meglio se in natura (cellulare? cos’è il cellulare? No, occorre essere non reperibili, se non a noi stessi)

Mangiare meno, mangiare meglio perché davvero siamo quello che mangiamo e l’attenzione che siamo disposti a rivolgere a noi stessi e ai nostri bisogni, passa anche e soprattutto dalle scelte alimentari che facciamo e dalla nostra disponibilità a rivedere cattive abitudini a vantaggio della nostra salute.

Una volta che avrete fatto le operazioni sopra citate, vi verrà naturale ridere e sorridere della quasi totalità degli inciampi quotidiani che normalmente affaticavano il vostro fegato, perché avrete avuto cura di coccolarvi con un buon caffè nelle prime ore del giorno, ricordando a voi stessi le vostre fortune, impegnandovi in una azione utile, leggendo i vostri stati d’animo dalla vostra grafia quindi ponendo attenzione su di voi, curandovi di salvaguardare il vostro spazio intimo e privato per almeno mezz’ora e infine ricordando a voi stessi quanto valete, aggiungendo valore a ciò che mangiate.

Semplice, no?