Viviamo in un mondo simbolico, ossia ogni gesto o evento della nostra vita ha in sé un significato simbolico.

In effetti, tutta la realtà che ci circonda, tutto quello con cui veniamo a contatto ogni giorno, tutto quello che pensiamo, esprimiamo, indichiamo, necessita della mediazione di simboli: che siano lettere, simboli dei suoni, numeri, simboli delle quantità, parole, simboli di concetti, immagini, simboli di idee: in tutti questi casi la mente umana ha bisogno di utilizzarli per collegare una realtà tangibile ad una puramente intellegibile.

La parola “simbolo” ha in sé la radice greca  “symballo” che significa unire nella forma transitiva, e in quella intransitiva significa riconoscersi.

Letteralmente significa quindi “mettere insieme“, unire, armonizzare; ciò ci permette subito di cogliere nella sua etimologia il significato profondo dell’unità, quasi  metafisica, tra significante e significato: non a caso il suo contrario è “diabàllo” da cui il termine moderno “diavolo”, colui che divide per antonomasia.

Il simbolo in antichità  era un oggetto, una moneta, una tavoletta spezzata a metà e consegnata a due soci, due amanti che dovevano separarsi e ritrovandosi, rimettendo insieme le due metà, avevano l’occasione di ricordare.

Dire che ogni gesto è simbolo, significa dire che tutto ciò che possiamo esprimere, serve ad unirci a qualcosa.

Tutto ciò che è manifesto, visibile, deve unirsi a qualcosa di invisibile che è ciò che gli dona significato: ogni immagine manifesta deve essere unita a un significato per esistere.

L’eros è l’energia che dorme avvolta in due spire e mezza alla base della colonna vertebrale, è l’energia che  unisce. 

L’eros è un’energia nevosa che salendo attraverso i chakra si trasforma e diventa via via ogni genere di forza e di capacità e possibilità che noi abbiamo ed esprimiamo, a seconda del chakra che incontra.

A livello dei primi due chakra l’energia dell’eros  è capacità emotiva, desiderio sessuale, spirito animale.

A livello del terzo chakra diventa potere di volontà, al quarto diventa potere dell’amore, al quinto capacità di comunicazione, al sesto potere di visione e infine nel settimo chakra  diventa potere spirituale.

E’ la stessa energia nervosa sessuale che salendo si trasforma e si dimostra attraverso differenti capacità e  serve ad unire il visibile all’invisibile, la forma al suo significato.

Nell’alchimia come nel tantrismo è conosciuta come un’arte sublime e meravigliosa: è l’arte di unire la propria coscienza e consapevolezza a dei significati liberi, non condizionati.

L’eros, l’energia sessuale  passa attraverso le porte dei sensi.

Se i sensi sono sempre rivolti solo verso l’esterno, l’eros ci lega a significati indotti socialmente che non hanno come fine la nostra realizzazione personale.

L’invito è dunque quello di imparare ad aprire i sensi verso l’interno affinché questa energia possa connettersi a significati non socialmente programmati, ma a significati liberi, naturali: quelli che abitano nella foresta interiore e che parlano la lingua della nostra anima.

Farlo, contattare la nostra anima e imparare ad ascoltarla, richiede un atto di autentica umiltà. E’ questo l’atto che ci permetterà, finalmente, di accettare quello che siamo, di accettare la nostra vita così com’è, senza orgoglio e senza paura.

Quando facciamo il gesto sacro di toglierci le maschere dietro alle quali pensavamo di proteggerci, compiamo un atto di coraggio e un atto di amore. E’ questo amore che ci porterà alla guarigione e ad abitare la nostra foresta interiore.

La foresta interiore è quella grande zona liminale tra conscio e inconscio, nella quale nascono le immagini che diventano eventi della nostra vita.

Percorrere un cammino di crescita e profonda trasformazione interiore (ossia un vero e proprio cammino alchemico) richiede che si impari ad usare l’energia dell’eros per  unire consapevolezza e volontà alle forme pensiero libere che abitano nella nostra foresta interiore e che sono collegate agli obiettivi dell’anima, della ghianda, del daimon che vive in noi e che chiede di realizzarsi, manifestarsi, esprimersi.

 


Per approfondimenti:

A. Givaudan “Le forme pensiero”

J. Hillman “Il codice dell’anima”

J. Hillman “psicologia alchemica”