Il potere della Terra è indagato e messo in risalto da una disciplina molto interessante: la Terrapsicologia.

La Terrapsicologia è un campo in progressiva crescita di studi, idee e pratiche volte a  ri-incantare le nostre relazioni con il mondo, e quindi tra di noi e con noi stessi.

È una psicologia del profondo che  non limita il suo campo di indagine solo agli umani, ma lo estende a tutto ciò con cui interagiamo: poiché viviamo in un mondo non di semplici cose, ma di presenze animate.

Questa branca dell’ecopsicologia, esplora come i modelli, le forme, le caratteristiche e i motivi in ​​gioco nel mondo scolpiscono  idee, abitudini, relazioni, cultura e senso di sé in un continuo gioco di specchi e di rimandi.

Lavora con le storie dentro di noi e le storie più grandi in cui siamo immersi.

Sebbene la terrapsicologia aspiri ad essere una vera psicologia planetaria, per ora è una psicologia di reincanto che ci insegna a  vivere in una relazione sana con un  mondo animato. Come tale, la terrapsicologia esplora il modo in cui il terreno, il luogo, l’elemento e il processo naturale si manifestano nella psicologia, nello sforzo e nella storia umani, compresi mito e folklore.

Lo studio inizia con la premessa che non siamo realmente separati dai siti in cui viviamo e lavoriamo.

Capire cosa facciamo e chi siamo ci richiede di comprendere a livello profondo  dove siamo e quando.

Terrapsicologia è il nome della disciplina per l’approccio esperienziale per un corpo di pratiche immaginative che onorano la Terra per arricchire le nostre relazioni con noi stessi, gli altri e il mondo naturale.

Come è iniziato: l’ascolto del luogo.

Hai mai notato quanto ti senti diverso nel deserto, in una foresta e in mare aperto? Come alcune città e città sembrano darti il ​​benvenuto e chiamarti, e altre ti grattano al punto da spingerti a trasferirti altrove?

Questo non avviene  a causa del rumore o dello smog o di qualche altra irritante definita, ma a causa di qualcosa di più difficile da definire: la sensazione del luogo, o il suo stile, o il suo “umore” o “personalità”.

Accade lo stesso con i luoghi che sembrano animarci e rafforzarci.

Si tratta di tornare a imparare di nuovo con il mondo, qualcosa  che i nostri antenati indigeni che consideravano la terra, il mare e il cielo come esseri viventi, sapevano perfettamente e integravano nelle loro pratiche quotidiane.

Dobbiamo imparare di nuovo che un luogo è più della somma dei suoi componenti identificabili.

In parte ciò è dovuto al fatto che un luogo è un organismo complesso che funziona come un sistema: non solo come una raccolta di parti casuali, ma un insieme vivente che organizza e si mantiene in modi in cui iniziamo solo ora a capire.

Ad esempio, se coprissi un albero in un boschetto con materiale opaco che impedisse alle sue foglie di ricevere la luce solare, teoricamente potrei pensare che questo non sarebbe più in grado di nutrirsi. 

In realtà però non è cosi: oggi  sappiamo che vaste reti di funghi del suolo che ricoprono gli apparati radicali a formare reti che si estendono attraverso i continenti, compenserebbero questa mancanza di nutrimento, incanalando nutrienti extra verso l’albero ombreggiato.

Questa rete  dirige anche i nutrienti del suolo nelle radici delle piante, sostenendo attivamente la vita sul pianeta. 

A questo proposito e a titolo di approfondimento, ti segnalo e raccomando la visione di Fantastic Fungi: uno straordinario lavoro di equipe che approfondisce proprio questi temi.

Sappiamo anche grazie a  più di un secolo  di profondo lavoro psicologico e  linguistico, che la mente possiede una straordinaria facoltà per tradurre eventi esterni in eventi interiori.

La visualizzazione di un albero  si traduce facilmente in un simbolo di crescita e radicamento, un delfino in una rappresentazione mentale di giocosità e spontaneità.

I sogni si avvalgono continuamente di questa facoltà per esprimere stati interiori nelle immagini esterne.

Il funzionamento del nostro mondo interiore è intimamente connesso alle caratteristiche del mondo in cui siamo immersi, nonostante la nostra tendenza a crederci psicologicamente separati dalla natura.

Le comunità umane sono  un insieme collettivo  che è meglio compreso come intera entità piuttosto che come un insieme di parti.

Quando questo sistema umano si unisce a quelli che caratterizzano un luogo – la sua ecologia, la sua geologia, le sue piante e animali, la sua storia e architettura, le tradizioni, le leggende e l’arte – ci troviamo di fronte a una “presenza di luogo” davvero complessa, che non può essere ridotta a un insieme di spiegazioni causali troppo semplificate.

La terrapsicologia ha iniziato fornendo una serie multidisciplinare di approcci per esplorare e amplificare questo senso di presenza locale.

Questa disciplina  che ispira profondamente il mio lavoro, invita a un nuovo approccio approfondito per esplorare le connessioni in gran parte inconsce (perché ignorate) tra noi e il nostro sistema di sistemi vivente della Terra.

Per dirla diversamente, la terrapsicologia  studia il modo in cui i modelli, le forme e le caratteristiche del mondo umano e non umano danno forma  alle nostre idee, alle nostre abitudini, alle nostre relazioni e persino alla cultura e al senso di sé.

Dato che questo tipo di interazioni e reti di connessione altamente complicate non possono mai essere isolate e bloccate (nessuna relazione vivente può!), la ricerca di esse richiede strumenti più adatti alle descrizioni preliminari che alla definizione di cause ed effetti che fanno capo a un insieme  multidisciplinare di approcci per indagare le profonde connessioni tra noi e la presenza della nostra Terra animata, attiva e reattiva.

Gli approcci terrapsicologici rappresentano:

1. Un richiamo alla ricollocazione consapevole: tornare a casa dove viviamo in profondità scoprendo come i luoghi in cui viviamo funzionano come aspetti della nostra vita psicologica e del nostro benessere.

2. Una metodologia (indagine terrapsicologica) per dimostrare la reciprocità tra integrità umana e salute planetaria.

La Terrapsicologia iniziò come studio delle interazioni per lo più inconsce tra la profonda psiche umana e la presenza psicologicamente animata, o “anima”, del luogo e delle cose al suo interno. La radice orientante è la storia della persona dal punto di vista del suo essere “locale” e che include il modo in cui le sue dimensioni empiriche, ecologiche, culturali, personali e persino folcloristiche si riuniscono in una narrazione significativa ancorata alla sua geografia unica.

3. Un programma di guarigione che si prende cura della divisione culturale tra sé e il mondo all’origine della crisi ambientale attraverso l’educazione su una varietà di prospettive che portano la psicologia nella discussione sulla crisi ecologica, diagnosticano la crisi e offrono incantevoli alternative in onore della Terra.

I discorsi asciutti sulla sostenibilità e sull’ambiente questo o quello lasciano il posto a temi di riconnessione, rigenerazione e riparazione del mondo.

4. Una pratica di comprensione delle sofferenze e della salute di un luogo dall’interno delle sue storie mentre si sperimenta la propria storia come parte di quella del luogo.

Questo  include l’allenamento e la pratica nella ricerca dei dettagli di luoghi particolari – terreno, storia, ecologia, tradizioni – in modo che le persone che vivono i luoghi, si leghino fortemente a essi,  e inizino cicli di guarigione reciproca.

Considerato che questi luoghi assumono le qualità del campo psicologico o dello “spazio di vita” degli abitanti, questi trattano la terra e le sue caratteristiche, i suoli, l’acqua, gli animali, ecc. come esseri viventi profondamente implicati nella loro vita psicologica, proprio in quanto essi stessi a loro volta abitanti del luogo.

5. Un genere per scrivere in modo commovente e persino poetico la presenza vivente di luoghi e cose. Qui la terrapsicologia prende volentieri posto tra le discipline umanistiche.

6. Un invito a inventare di nuovo i “nuovi miti” per i tipi di comunità terrestri che soddisfano i nostri bisogni e desideri più profondi. Questi miti implicano la creazione collettiva di una psicologia veramente planetaria che offre una visione significativa di dove apparteniamo al mondo.

La terrapsicologia è  un’area di indagine e un appello al ricollocamento che cerca di dimostrare, chiarire, esprimere e incarnare la reciprocità tra integrità umana e salute planetaria ed esplorare come la divisione culturale tra sé e il mondo che sta alla base dell’eco-crisi globale può guarire scoprendo come i luoghi in cui viviamo funzionano come aspetti della nostra vita psicologica e del nostro benessere.

Ne parleremo un pò esplorando e avvicinandoci al potere della foresta, che prende in esame la medicina forestale e a sua volta elementi di terrapsicologia, durante il webinar gratuito di Pasquetta.

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