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E quando tutti i giorni diventano uguali è perché non ci si accorge più delle cose belle che accadono nella vita ogni qualvolta il sole attraversa il cielo.

Paolo Coelho da “L’Alchimista”

Eppur si muove.

Io sento che qualcosa all’Elba  si muove e voglio iniziare l’anno con un esperimento alchemico.

Sarà che il Camping laconese che ha registrato il tutto esaurito a Natale mi ha messo di buon umore, o magari che la nuova rubrica di Elbareport a cura di Cecilia Pacini  che suggerisce  di imparare da chi sull’isola viene in visita, condividendo (parola che amo molto) le nostre virtù, risuona molto con i discorsi che vado farfugliando da tempo, o forse che io la fantapolitica di Tatiana Paolini la voterei ad occhi chiusi (perché, scrive Tatiana nel suo corsivo, “se ti evolvi risolvi”). Più probabilmente è l’insieme di questi elementi, la commistione di sensazioni e messaggi differenti, provenienti da ambiti svariati che però sono accomunati dalla medesima voglia di portare, con i fatti, un cambiamento che non sia più “promesso” ma vissuto, nel quotidiano, qui, ora, a regalarmi nuovo slancio.

L’Elba, da troppo tempo affetta da immobilismo culturale (non amo ripetermi, ne ho già parlato la scorsa settimana in questa stessa rubrica) ha proprio per questo motivo tra le mani una carta vincente che poche destinazioni, più inclini al meticciato culturale, hanno: una integrità di valori straordinaria che sono l’anima del vivere slow.

Questa mattina ne ho avuto l’ennesima riprova andando al mercato e concedendomi il lusso di scegliere una strada alternativa alla solita per raggiungerlo. Questo espediente mi è servito ad affinare lo sguardo da un punto di vista differente e di godere di particolari e bellezze che troppo spesso sono abituata a dare per scontati. Nel fare  la spesa sono stata riconosciuta dal fruttivendolo che ha elargito sorrisi e gentilezze (ma vi rendete conto di come siano importanti e di quanto questi piccoli gesti possano cambiare in positivo la nostra giornata?) mentre dal panettiere ho scambiato quattro chiacchiere, assaporando il piacere di essere tornata a “casa” (sia ben chiaro: questa parola non racchiude solo le mura domestiche ma più in generale una sensazione di benessere che mi è data dal vivere in un posto che amo e dal quale mi sento amata). Letteralmente rigenerata da queste sensazioni piacevoli, mi sono concessa un caffè in riva al mare e in quell’istante mi sono sentita nell’ombelico del mondo, pur vivendo in una piccola e sperduta periferia del pianeta, perché improvvisamente realizzavo che tutto ciò che serve era lì, intorno a me.

Se solo facessimo l’esercizio di cambiare strada quando pensiamo all’offerta turistica elbana, se solo fossimo capaci di vedere risorse nei limiti evidenti che abbiamo, se comprendessimo che la qualità di vita che abbiamo su quest’isola e della quale spesso ci dileggiamo perché, certamente, non ha la vivacità culturale di Milano, è un valore inestimabile che le persone, sempre più affamate di genuinità e relazione umana, cercano disperatamente, avremmo trasformato il piombo (del lamento) nell’oro (delle grandi cose che su quest’isola potremmo fare a partire da ciò che siamo, dai valori che quotidianamente respiriamo insieme all’aria e al mare incredibilmente puliti).

Dunque, che dite, iniziamo l’anno con un pizzico di magia?