la.borsa.del.digital.coaching

Mettiamola così: per Natale ho deciso di farti un regalo, anzi una serie di piccoli regali utili per chi voglia avventurarsi nella pratica del digital coaching.

Ho pensato di  sparpagliarti sorprese e piccoli suggerimenti: potrai aprire i post come fossero finestrelle di un calendario dell’Avvento un po’ speciale, che ti condurrà passo passo un po’ più vicino alla persona che desideri essere, al cambiamento che desideri abbracciare per vivere pienamente le tue potenzialità e imparare a comunicarle.
Perché? Perché spesso è con queste motivazioni che si sceglie di fare con me un percorso di digital coaching, perché chi decide di migliorare o di strutturare la propria comunicazione online, nella maggior parte dei casi è una persona in cammino, che desidera apportare, o che già sta apportando, significativi cambiamenti nella propria vita.

 

Ti do una notizia fantastica: cambiare è possibile, a patto ci si dia il tempo di farlo.

Ti do una notizia terribile: ci pentiremo un sacco di volte di aver intrapreso un percorso di cambiamento e saremo bravissime ad autosabotarci.

Si, diciamolo: al nostro cervello non piace cambiare, eppure è strutturato per farlo!

Qui, tra questi appunti che condivido con te, inizio a percorrere alcune tappe salienti del digital coaching: potresti avere voglia di iniziare il percorso da sola e scoprire strada facendo che ti piace e che ti va di proseguire.

Oggi si comincia dalla borsa del coachee, che sarebbe la persona che inizia un percorso di life coaching insieme a me. Ovvero, qui guardiamo insieme i must have del caso: tutte le piccole cose che possono aiutarti in questo viaggio di autoconsapevolezza, prima ancora che di comunicazione.

Inizio da qua perché la borsa rappresenta quello che ci portiamo appresso, l’insieme degli strumenti che scegliamo di usare nel nostro quotidiano, per affrontare la giornata.

Del resto fare un percorso di digital coaching, significa fare un viaggio nelle proprie risorse e imparare a scegliere quelle che strategicamente risulteranno più utili nel nostro cammino professionale.

Intendiamoci subito: io appartengo a quella famiglia di persone che credono che  la borsa, per definizione, abbia da essere capiente.

Ovviamente appartengo anche a quel nutrito gruppo di persone che quando cercano una cosa non la trovano mai e sono capaci di ravanare due ore in una borsa talmente capiente da poterci ficcare la testa dentro,  in cerca delle chiavi o peggio ancora  del cellulare mentre questo diffonde il suo gaio squillo su un autobus gremito  e il mio imbarazzo sale.

E comunque si, nonostante tutti questi disagi, a me la borsa piace grande anche perché deve contenere:

  • Fogli e taccuino. No, non sono la stessa cosa, i primi possono servire al volo, anche per lasciare un messaggio e consegnare un pensiero segretissimo alle preziose cure di un sasso muscoloso nel Parco sotto casa, mentre il taccuino si prenderà cura in modo sistematico dei tuoi pensieri. Sul taccuino ti allenerai a essere costante, a prendere e a mantenere impegni (con te stessa, ça va sans dire!) a vuotare il sacco, a esprimere gratitudine ma pure mal di pancia: insomma, sarà il tuo spazio segretissimo, il rifugio dei tuoi pensieri.
  • Penne e pennarelli ma anche matite colorate. Certo: mica penserai di fare tutta questa fatica di archiviare pensieri ed emozioni, paure e desideri inconfessabili con un tristissimo inchiostro (senza brio) blu? Naaaa, potrai sbizzarrirti con colori vivaci e toni pastello che si alterneranno seguendo l’onda dei tuoi umori ballerini. Sperimenterai così in prima persona il potere comunicativo che ha il colore (e sarai già un pezzo avanti, sulla battuta e spinosa via del personal branding). Rosso fuoco per fare spazio alle tue passioni, arancio vivace e collaborativo, una vera sferzata di ottimismo e voglia di fare insieme! verde speranza: una esplosione di creatività, ci avevi mai pensato? Familiarizzerai con il colore ma anche con la tua capacità di parlare per immagini con sommo gaudio della tua parte destra del cervello che tenterà un impegnativo armistizio con quella logica: obiettivo? una comunicazione più vivida e rotonda, in grado  di aggiungere livelli e sfumature alla tua  capacità espressiva
  • Scotch o post-it: potresti essere colta dalla compulsiva necessità di fermare un pensiero e lasciarlo in bella mostra o di attaccare un messaggio per un amico, un collega un parente, sul parabrezza della sua macchina e si, lo so che potresti usare la spazzola con cui pulisce il vetro ma te la senti di correre il rischio che la tua missiva venga scambiata per una multa?
  • Un libro del cuore, che può anche variare nel corso del tempo: io adoro Mariangela Gualtieri ma a volte cerco Le Braci di Sandor Marai, è più forte di me. L’essenziale è che sia un libro a cui vuoi bene,  di quelli che quando li sfogli anche a distanza di tempo e inciampi nelle tue sottolineature, ti accendono nuovi pensieri e stimolano riflessioni. Insomma un libro buon amico, che quando ti alzi dopo averci bevuto un caffè insieme ti faccia sentire migliore
  • Una piccola torcia (io ne ho una piccolissima, attaccata al porta chiavi): sia mai che tu senta l’impellente desiderio di partire per nuove avventure di notte, semplicemente lanciandoti in una passeggiata al chiaro di luna
  • La disponibilità a cambiar prospettiva e quindi a fare cose diverse, a uscire dalla tua routine. Nel percorso di digital coaching ti verrà chiesto infatti di fare cose diverse dal solito, fosse anche di fare una strada diversa dal solito per andare in ufficio e di contare le cassette delle lettere verdi che incontri. Si, certo, se ci vai in macchina cambiamo obiettivo, tranquilla.

Cosa dovrai farne?

Te lo spiego nel prossimo post, intanto sincerati che la tua borsa sia pronta per il viaggio. Ah, e che sia grande, così grande che all’occorrenza puoi infilarci la testa dentro, eh.

A presto,

Fra