Perché sogniamo? Qual’è il significato dei sogni? Sono solamente il riflesso di quanto è accaduto durante la giornata?

I sogni esistono da quando nel cervello dei mammiferi si  è sviluppata la capacità di evitare pericoli e soddisfare la proprie esigenze attraverso l’elaborazione di modelli di comportamento che il nostro inconscio crea proprio  durante il sonno.

Considerato che mentre dormiamo non siamo in contatto  con i nostri 5 sensi, l’inconscio elabora dati accumulati in precedenza e rappresentati dalle nostre paure, aspirazioni, aspettative e così via, mettendoci potenzialmente in contatto con una miniera di informazioni che ci  riguardano.

I sogni infatti ci raccontano molte cose, ci parlano dei nostri desideri più profondi e anche di tutto ciò che cerchiamo in tutti i modi di evitare.

Gli sciamani dei popoli  non occidentalizzati, tra cui gli indiani del Nord America, attribuiscono ai sogni una grande importanza. Per questi, i simboli che emergono dai sogni sono dispensatori di energia e indicano la via da seguire per conquistare la saggezza e la salute.

Il problema è che spesso non vogliamo ricevere questo tipo di indicazioni e, che ce lo si ammetta oppure no, facciamo di tutto per difenderci da questa comunicazione inconscia che si attiva se e solo se la desideriamo onestamente.

Tornare a parlare il linguaggio simbolico e sottile dei sogni, significa stabilire un contatto con la nostra sognatrice interiore, prestandole attenzione, anche attraverso una semplice autosuggestione prima di addormentarci nella quale esprimiamo con fermezza e fiducia il desiderio di ricordare ciò che sogniamo.

Il viaggio di incontro con la nostra sognatrice interiore, richiede pazienza perché è possibile che il nostro inconscio voglia proteggerci da contenuti emotivamente “forti”. L’unico modo per disinnescare questa ostinata difesa, è manifestare interesse, presenza, fiducia, accoglienza incondizionata.

Si tratta di imparare a corteggiare questa parte di noi, a lungo taciuta, nascosta, sminuita, per tornare a incontrarla e a crescere insieme.

Infondo, guarire significa iniziare ad intessere una appassionata e sincera relazione amorosa con ogni parte di noi, al fine di tornare ad abitare la nostra interezza, accogliendo le parti rinnegate e rifiutate di noi che spesso si manifestano proprio attraverso il sogno.

Interpretare i sogni

Una volta ricordati, i sogni ci spingono a chiederci: “cosa mi vogliono comunicare?”

A riguardo esistono molte scuole di pensiero, compresa quella psicoanalitica che vede nell’interpretazione dei sogni una attività personale, nella quale si chiede al paziente di associare liberamente una parola o un concetto a ciò che è stato sognato.

L’interpretazione indiana dei sogni rifiuta la semplificazione alla quale spesso ricorrono alcune scuole di pensiero, che tendono ad associare un significato per lo più univoco ai sogni, e allo stesso tempo respinge  le libere associazioni proposte in psicoterapia. Secondo gli indiani, infatti, se un sogno viene interpretato concettualmente (con la mente, dunque con l’energia maschile) questo va a discapito delle energie femminili che muovono il nostro inconscio. Imparare ad usare  queste energie, equivale a viverle: vivere i sogni e non interpretarli.

Vivere il sogno significa percepire le energie contenute nei simboli onirici.

I simboli onirici sono messaggeri dell’inconscio che di volta in volta ci offrono l’energia di cui abbiamo bisogno in un dato momento della nostra vita e qui vi propongo, se vi va, un semplice esercizio per capire meglio di cosa sto parlando.

Vivere i sogni: una pratica in 4 fasi

Questa pratica va svolta in un momento della giornata nel quale siete certe che niente vi disturberà e che potrete prendervi il vostro tempo e serve a “lavorare” somaticamente ed emotivamente su uno specifico sogno che avete fatto e sul quale volete soffermarvi.

  • In posizione seduta, a gambe incrociate o sdraiate, rilassatevi completamente, Fate alcuni respiri per svuotare la mente dalle tensioni della giornata e lasciatevi semplicemente attraversare dall’aria che entra e dall’aria che esce.
  • Rievocate il sogno su cui volete lavorare e appena vi imbattete in un simbolo, fate una pausa e concentrate tutta la vostra attenzione su di esso.
  • Trasformatevi nel simbolo, cercate di sentire la sua energia con tutto il vostro corpo e rimanete in ascolto delle emozioni che questa energia suscita in voi. Se ad esempio avete sognato un cavallo, cercate di sentire nei vostri muscoli la forza del cavallo. Non dovete pensare, dovete percepire.
  • Lasciate che questo simbolo nel quale ora vi siete trasformate, vi trascini con sé. Seguite questo sogno a occhi aperti ovunque voglia portarvi, senza giudizio alcuno. Quando questa esperienza sarà conclusa, ringraziate l’energia di questo simbolo e trascrivetela sul vostro quaderno dei sogni.

Questo esercizio, come molte altre pratiche che solitamente si consigliano a chi desideri fare un viaggio dentro al mondo onirico, offre l’occasione per ristabilire un contatto diretto, profondo, non mediato dalla nostra mente giudicante e “separante”.

Abbiamo tutt* bisogno di ristabilire questo tipo di contatto con la parte invisibile, ma non per questo meno “reale” di noi stess*, al fine di recuperare la nostra interezza e avviare un profondo e duraturo processo di crescita interiore che passa necessariamente dall’accogliersi, dal riconoscersi, dal darsi la possibilità di manifestare se stess* nella propria unicità e intima onestà.