masterclass musicale all'Elba

Quando si parla di Elba pensiamo al mare, alle spiagge, all’aleatico, magari al suo Parco Nazionale, al Santuario dei Cetacei e alle miniere se ne abbiamo letto un po’.

Difficile andare oltre se non la si conosce.

Terza per estensione dopo la Sicilia e la Sardegna, l’isola d’Elba racchiude in sé un fascino tutto particolare, legato alla grande varietà dei suoi ambienti, alle dimensioni ridotte (la si gira comodamente in una lunga giornata ricca di panorami mozzafiato) e a quel senso di libertà che proprio la commistione tra varietà e dimensioni godibili, offre.

Ciò che però più facilmente sfugge all’attenzione, sono le storie. Si, le storie delle persone e delle passioni che queste qui coltivano, in un ambiente ovattato, quasi sospeso, che si nasconde allo sguardo dei più in virtù di quel braccio di mare che ci separa dal “resto del mondo”.

In verità sono le storie che mi colpiscono, si sa, soprattutto perché sono portatrici sane di valori, esperienze, umanità.

Stamattina mi sono svegliata molto presto e riflettevo proprio su questo. Sul valore aggiunto delle storie, sul come restituire loro  il giusto valore.

Sempre più io credo che si viaggi perché attratti da un significato e a questo si deve il successo delle letture “esperienziali”, perché abbiamo fame conoscenza. Dal consumo frenetico e compulsiva, siamo passati a una fase più morigerata, nella quale si è più inclini all’ascolto e all’osservazione e si sceglie con cognizione di causa ciò che fa per noi e ciò che è consigliabile lasciare andare.

Questo vale nel lavoro, nelle relazioni e nel tempo libero.

Sembra affermarsi una fame di aderenza al nostro progetto esistenziale e i consumi e le scelte che facciamo lo dichiarano molto bene. Non a caso nel marketing  si parla di persone che si uniscono in tribù di appartenenza, unite da valori condivisi  e non più di target.

Le persone e i loro valori sono al centro.

Ebbene, questa mattina ho pensato al valore che esprime l’impegno di Micaela Boano, Presidente dell’Associazione Suoni di un’Isola, che da anni è impegnata nell’organizzare Master Class musicali all’Elba rivolti ai giovani.

Si, i giovani che in questa occasione hanno l’opportunità di frequentare corsi di perfezionamento e di esibirsi insieme a un’orchestra anch’essa formata da giovani musicisti o come solisti.

Micaela porta avanti questo impegno (che non a caso lei definisce sogno) dal 2012, potendo contare sul sostegno dell’Amministrazione Comunale e di molti docenti di livello che accorrono per l’occasione. Lo porta avanti con tenacia, perché legata a un sogno che coltiva da tempo.

Per le date dei concerti, le location degli stessi e le informazioni relative ai docenti, ti rimando al sito ufficiale Suonidiunisola.

Tra queste righe mi piace invece soffermarmi con te a riflettere sul significato di questa esperienza e sull’ulteriore contenuto che va ad aggiungersi ai tanti già presenti, per godere dell’isola in modo differente.

Da anni andiamo dicendo che l’Elba non offre solo sole e mare e da qualche tempo non faccio che compiacermi nel constatare che in realtà i contenuti li abbiamo già: basta avere la pazienza di cucirli insieme e si comporre la tela in un racconto corale, appunto, che dia margine di espressione alle singole voci armonizzandole in un unico contesto.

Credo che il comunicare serva proprio a questo e che dovrebbe aiutare a fare emergere le specificità inserendole in un racconto di più ampio respiro che parli in questo caso di Isola attraverso le tante passioni che la abitano.

In questi giorni mi sono trovata spesso  a contatto con operatori che a vario titolo offrono un servizio sull’isola (spesso anche gratuitamente, come è il caso di Micaela) mossi da sincera passione per quello che fanno e da un mai pago desiderio di proporre l’isola in modo diverso dal solito cliché sole e mare.

Penso a queste persone quando racconto l’Elba e mi piace pensare a loro per immaginare esperienze d’Isola che valga la pena di fare per poi tornare a casa con un pugno di belle storie da raccontare.

In questo caso, l’isola d’Elba a fine maggio si arricchisce di un’esperienza in più, che si rivolge agli appassionati della musica ma anche a chi semplicemente apprezza il bello, nelle sue molteplici forme, grazie a una  proposta musicale di tutto rispetto (ah, dimenticavo: tutti i concerti sono aperti al pubblico a titolo gratuito).

Del resto la musica è un linguaggio universale, capace di accarezzare corde intime che spesso le parole faticano a toccare.

Come ricorda il Maestro Rovini,  direttore artistico dell’evento:

“Ognuno di noi ha almeno uno spunto musicale in testa, che contiene un ricordo, che riporta ad un’emozione vissuta, scolpita da quelle poche note attraverso cui poi, inaspettatamente, riaffiora con la prepotenza di un vissuto personale importante. Un mondo senza musica sarebbe una realtà in cui vedremmo sparire i nostri ricordi e gli amori che hanno accompagnato e accompagnano la nostra vita. La grandezza dell’interprete sta proprio nella capacità di porsi in qualche modo “a margine” per far sì che la musica stessa possa risplendere della sua naturale bellezza: sentire e capire la musica diviene così un grande mezzo per capire l’Uomo giungendo nel profondo, e stabilendo così una via di comunicazione diretta e universalmente condivisa.”

L’isola d’Elba, si sappia, è in grado di offrire anche un’esperienza di questo tipo,  grazie all’impegno, indovina un po’, di persone capaci di credere nei sogni.

Buona Musica a tutti!