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photo by Maikid

“E’ stato bellissimo tesoro. No, non è propriamente un concerto, è un’esperienza, un fluire incontrollato di emozioni, suggestioni, pensieri, parole. Ti ci porto, giuro che ti ci porto. Dovrebbero organizzarci le gite scolastiche: tutti i ragazzini come te dovrebbero, almeno una volta, abbeverarsi alla fonte dei suoi pensieri, sentire la sua energia, lasciarsi avvolgere da quei larghi abbracci che dispensa con generosità dal palco, vedere come corre, l’energia che ci mette, la grinta, la delicatezza dei suoi gesti e quei sorrisi luminosi che sono propri di chi pensa positivo”.

Oggi parlavo al telefono con Irene, mia figlia e cercavo di raccontarle le emozioni provate ieri, allo Stadio Franchi di Firenze, durante il concerto di Jovanotti.

Fatico a chiamarlo concerto, giuro che sì, perché non è un concerto, non propriamente. Quello di Jovanotti è un inno alla vita, al coraggio, alla positività, alla ricerca di sguardi nuovi sulle cose, alla voglia di dire, fare, baciare, credere che un mondo migliore è possibile, nonostante tutto e sempre partendo da noi stessi. Credo davvero che le scuole italiane dovrebbero organizzarsi. Se, come credo, l’insegnamento è l’arte di trasmettere conoscenza e esperienza, ogni programma didattico che si rispetti non dovrebbe prescindere da un’esperienza simile. In effetti oggi, andando alla scuola media di mia figlia, pensavo osservandone i muri scrostati, gli infissi sbertucciati, le pareti grigie, le scale tristi, che già dal luogo deputato all’istruzione e all’insegnamento, dimostriamo in realtà di non crederci più, di non essere capaci di dedicare a questa fase preziosa della vita, l’attenzione e la cura che meriterebbe. Si, perché per crescere individui sani, volenterosi, animati dal sacro fuoco della curiosità e della sete di conoscenza, non c’è miglior mezzo della bellezza in ogni sua accezione: perché la bellezza cura, lenisce, apre la mente (e il cuore) predisponendo allo scambio e all’arricchimento reciproco. La bellezza è vita e la vita è Amore.

Ieri, sul palco del Franchi, ho visto tanta  bellezza, energia, luce, positività e incontenibile gioia di esistere e di credere in un mondo migliore e non sono riuscita a contenere le lacrime, i brividi, la gioia di esserci, di abbeverarmi assetata e stanca a quella fonte di inesauribile amore. Per questo vorrei portare mia figlia a un “concerto” di Jovanotti: perché credo davvero che un mondo migliore sia possibile e che il nostro compito sia quello di crescere le generazioni future con questa fiducia, attraverso la bellezza e l’energia che tutto pervade.

Grazie Lorenzo, grazie di cuore, perché la più grande energia è l’Amore e tu lo trasmetti e lo regali a profusione.

“Vedo nuvole in viaggio che hanno la forma delle cose che cambiano, mi viene un po di coraggio se penso poi che le cose non rimangono mai,
come sono agli inizi 2013 un nuovo solstizio, se non avessi voluto cambiare oggi sarei allo stato minerale.
Mi butto, mi getto tra le braccia del vento, con le mani ci faccio una vela e tutti i sensi li sento più accesi più vivi, come se fosse un’antenna sul tetto che riceve segnali da un mondo perfetto”.

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