“In un’epoca nella quale domina l’artificio e la superficialità, basata sull’inganno patinato in modo che l’occhio non possa scorgere la profondità, il cammino filosofico dell’oltrepassamento postmoderno consiste nello smascherare l’inganno della banalizzazione utilitaristica: per spingerci dentro le cose, per discernere la manifestazione dell’essere nella narcotica nauseante ridondanza dell’edonismo consumista. E conoscere quello che il daimon del luogo ci dice: a cominciare dalle sue ferite che non possono, non devono, essere cancellate dal tempo. L’architettura può aiutarci nell’aderire all’identità profonda tra cultura e natura: ascoltando l’anima del luogo, facendo in se stessa un vuoto ricettivo, non sovrapponendo la sua razionalità strumentale, le sue intenzioni soggettive, all’autenticità del luogo, all’oggettività cosmogonica. Che parla da sé. La natura indica perentoriamente, il senso del limite, la sobrietà, la forma”.
Hillman 

Ogni luogo ha un’anima  ben definita.
Ce ne sono centinaia di migliaia, basta tendere l’orecchio, affinare la vista e con essa la capacita di “vedere oltre”.

E’ meraviglioso. Ogni spazio o luogo che abitiamo, non si limita ad essere il mero contenitore delle nostre esperienza ma è esso stesso parte integrante di un racconto, di un vissuto, essendo il  “portatore sano” di una topografia dinamica interiore, fatta di sentimenti e memorie, figure e forze, fantasie e pensieri,  come scrive Hillman.

Per questo motivo, non posso mancare di segnalare un’idea affascinante e stimolante, quella che il Mart-Museo d’Arte  moderna e contemporanea di Trento  e Rovereto, ha sviluppato attraverso la mostra Andata e Ricordo  che cerca di capire come è cambiato il modo di viaggiare e di abitare i luoghi sotto la spinta della globalizzazione. A me questo progetto piace molto perché si avvale di uno strumento comunicativo estremamente rapido e potenzialmente virale quale è twitter, per permettere alle persone di condividere sensazioni, ricordi, immagini, frasi legate a un vissuto che inevitabilmente si riferiscono a un contesto (da qui l’esigenza di geolocalizzare i twit)  mescolando sensazioni, ricordi, profumi e sapori insieme ai “luoghi del cuore”. Questo progetto cerca quindi di mappare le nostre emozioni, di fermarle negli spazi nei quali avvengono creando così dei veri e propri percorsi del sentire. L’iniziativa si protrae fino al 21 luglio: i ricordi più belli saranno inseriti all’interno della mappa che sarà parte integrante dell’esposizione che dura fino all’8 settembre e contribuiranno a costituire quel patrimonio di storie e di vissuti che passano sempre e soltanto attraverso le emozioni di ognuno di noi.