gabbia

Qui è dove ti parlo di gabbie mentali.

Si, di tutti quegli ostacoli della mente che ti annebbiano e ti appesantiscono inutilmente.

Quando inizi un percorso di digital coaching con me, di solito hai molte idee e tutte confuse e fin qui, tutto normale.

A confonderti e a rallentare il tuo percorso di consapevolezza comunicativa spesso ci sono 4 inciampi  (in realtà ce ne sono molti di più) nei quali è facile cadere.

Qua ne parliamo insieme e se ti va  dimmi cosa ne pensi.

  1. Esprimi in forma negativa i tuoi desideri. Significa che sei brava a dirmi cosa non vuoi, cosa non sai e cosa non puoi ma siamo qui per costruire insieme ed è arrivato il momento di seminare il tuo futuro professionale e che diamine, facciamolo in grande, iniziamo a visualizzarlo insieme. Abbiamo bisogno di immaginare i tuoi obiettivi, magari li disegniamo su carta o ci facciamo un elenco dettagliato e colorato delle priorità ma dobbiamo imparare ad essere propositive e positive. Il primo lavoro che facciamo insieme è proprio la definizione di un obiettivo ben formato che, per essere tale, deve dipendere da te per la sua realizzazione e deve essere espresso in forma positiva. Per cui, basta con i non: abbracciamo un po’ di desideri, andiamo loro incontro.
  2. Ti infili spesso e volentieri nei tuoi cliché limitanti. Ti dilunghi in espressioni come “non sono capace”, “sono fatta così”, “non è colpa mia” e dissemini la via di doverizzazioni estenuanti, che ti obbligano a stare in un continuo stato di disagio e frustrazione per tutte le cose che dovresti fare ma  che non fai. Allenta la presa, respira. Inizia a considerare che tu non sei solo quello che fino ad oggi hai fatto, realizza quindi che puoi essere e fare altro a patto che tu te ne dia il tempo. Non dimenticare che ogni cambiamento richiede un paziente esercizio e un costante allenamento e che certamente potrai cadere nei vecchi modi di ragionare e che nonostante ciò potrai proseguire la via.
  3. Pensi che per essere considerate professionalmente degne e capaci, si debba conoscere tutto lo scibile umano e che sia imperdonabile convivere con le mancanze. Qua dobbiamo lavorare su  un eccessivo (e irrealistico) carico di aspettative che gravano su di te. Si, insomma, credi che sia di questo mondo sapere tutto ed essere sempre al top in tutte le situazioni? E il povero Socrate che diceva “più so e più so di non sapere” lo liquidiamo così? Ma non basta: qua dobbiamo fare anche un buon lavoro sulla capacità di stare a contatto con frustrazione e disagio, per darci il tempo di acquisire le informazioni e gli strumenti professionali che ci servono.
  4. Amplifichi gli aspetti negativi e perdi di vista il buono e il bello. Spesso vieni da me perché hai capito che qualcosa non va esattamente come vorresti, che hai bisogno di cambiare rotta, di acquisire nuovi strumenti e invece di riconoscerti questo merito, sosti a lungo in pensieri depotenzianti che ti succhiano energie. Fai caso a come parli, alle parole che usi: il vocabolario trasformazionale può essere una vera e propria manna dal cielo per te. Iniziare a sostituire “difficile” con “complesso” ad esempio, può essere un buon modo per allentare la presa e fare filtrare un po’ di luce nella tua via.

Fondamentalmente tutti questi sgambetti mentali hanno a che fare con il concetto di resilienza e con la nostra innata capacità di riconoscere risorse anche là dove siamo abituate a vedere limiti.

Nel coaching ci alleniamo a cambiare prospettiva, soprattutto nel percorso di personal branding che è un invito a vedersi e a sapersi prima ancora che comunicarsi in modo efficace.

Non abbandonerai queste convinzioni ma imparerai a fare spazio ad altro e a conviverci in modo più gratificante, imparando a mettere a frutto le tue capacità.

Se ti sei riconosciuta almeno in una di queste gabbie mentali, fammi sapere cosa ne pensi e soprattutto cosa fai per gestirle e uscire dal tunnel dei pensieri limitanti.

 

Un abbraccio,

Francesca