Le 4 gabbie della tua mente

da | Gen 27, 2016 | Supporto psicologico

gabbia

Qui è dove ti parlo di gabbie mentali.

Si, di tutti quegli ostacoli della mente che ti annebbiano e ti appesantiscono inutilmente.

Quando inizi un percorso di digital coaching con me, di solito hai molte idee e tutte confuse e fin qui, tutto normale.

A confonderti e a rallentare il tuo percorso di consapevolezza comunicativa spesso ci sono 4 inciampi  (in realtà ce ne sono molti di più) nei quali è facile cadere.

Qua ne parliamo insieme e se ti va  dimmi cosa ne pensi.

  1. Esprimi in forma negativa i tuoi desideri. Significa che sei brava a dirmi cosa non vuoi, cosa non sai e cosa non puoi ma siamo qui per costruire insieme ed è arrivato il momento di seminare il tuo futuro professionale e che diamine, facciamolo in grande, iniziamo a visualizzarlo insieme. Abbiamo bisogno di immaginare i tuoi obiettivi, magari li disegniamo su carta o ci facciamo un elenco dettagliato e colorato delle priorità ma dobbiamo imparare ad essere propositive e positive. Il primo lavoro che facciamo insieme è proprio la definizione di un obiettivo ben formato che, per essere tale, deve dipendere da te per la sua realizzazione e deve essere espresso in forma positiva. Per cui, basta con i non: abbracciamo un po’ di desideri, andiamo loro incontro.
  2. Ti infili spesso e volentieri nei tuoi cliché limitanti. Ti dilunghi in espressioni come “non sono capace”, “sono fatta così”, “non è colpa mia” e dissemini la via di doverizzazioni estenuanti, che ti obbligano a stare in un continuo stato di disagio e frustrazione per tutte le cose che dovresti fare ma  che non fai. Allenta la presa, respira. Inizia a considerare che tu non sei solo quello che fino ad oggi hai fatto, realizza quindi che puoi essere e fare altro a patto che tu te ne dia il tempo. Non dimenticare che ogni cambiamento richiede un paziente esercizio e un costante allenamento e che certamente potrai cadere nei vecchi modi di ragionare e che nonostante ciò potrai proseguire la via.
  3. Pensi che per essere considerate professionalmente degne e capaci, si debba conoscere tutto lo scibile umano e che sia imperdonabile convivere con le mancanze. Qua dobbiamo lavorare su  un eccessivo (e irrealistico) carico di aspettative che gravano su di te. Si, insomma, credi che sia di questo mondo sapere tutto ed essere sempre al top in tutte le situazioni? E il povero Socrate che diceva “più so e più so di non sapere” lo liquidiamo così? Ma non basta: qua dobbiamo fare anche un buon lavoro sulla capacità di stare a contatto con frustrazione e disagio, per darci il tempo di acquisire le informazioni e gli strumenti professionali che ci servono.
  4. Amplifichi gli aspetti negativi e perdi di vista il buono e il bello. Spesso vieni da me perché hai capito che qualcosa non va esattamente come vorresti, che hai bisogno di cambiare rotta, di acquisire nuovi strumenti e invece di riconoscerti questo merito, sosti a lungo in pensieri depotenzianti che ti succhiano energie. Fai caso a come parli, alle parole che usi: il vocabolario trasformazionale può essere una vera e propria manna dal cielo per te. Iniziare a sostituire “difficile” con “complesso” ad esempio, può essere un buon modo per allentare la presa e fare filtrare un po’ di luce nella tua via.

Fondamentalmente tutti questi sgambetti mentali hanno a che fare con il concetto di resilienza e con la nostra innata capacità di riconoscere risorse anche là dove siamo abituate a vedere limiti.

Nel coaching ci alleniamo a cambiare prospettiva, soprattutto nel percorso di personal branding che è un invito a vedersi e a sapersi prima ancora che comunicarsi in modo efficace.

Non abbandonerai queste convinzioni ma imparerai a fare spazio ad altro e a conviverci in modo più gratificante, imparando a mettere a frutto le tue capacità.

Se ti sei riconosciuta almeno in una di queste gabbie mentali, fammi sapere cosa ne pensi e soprattutto cosa fai per gestirle e uscire dal tunnel dei pensieri limitanti.

 

Un abbraccio,

Francesca

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CIAO, IO SONO FRANCESCA

Sono una psicologa clinica, forest bathing trainer e mindfulness counselor.
Ho approfondito il mio interesse per l’ecopsicologia con un master in Ecoterapia e Ecologia del profondo, ma soprattutto con la scelta di vivere in un bosco.

Attualmente sono specializzanda presso l’Istituto di Psicanalisi Relazionale e Psicologia del Sé a Roma.

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Ho una laurea magistrale in psicologia clinica e dinamica, nella quale ho approfondito i benefici dell’ecoterapia e delle immersioni sensoriali nel bosco, associati alla Terapia Focalizzata sulla Compassione di Gilbert e all’ecologia del profondo. Sono coautrice dell’articolo “La psicanalisi e gli spazi verdi”, contenuto all’interno del libro Salvarsi con il verde – la rivoluzione del metro quadro vegetale che mette in luce gli aspetti terapeutici della natura in una seduta psicoanalitica.

Mi sono diplomata facilitatrice del metodo Feeding Your Demons® con Lama Tsultrim Allione, che ne è la creatrice. Si tratta di una pratica che consente un lavoro approfondito sugli aspetti distruttivi della nostra psiche, con una lettura che integra lo Dzog Chen a un lavoro gestalitico sui blocchi interiori.

Lama Tsultrim è una insegnante di buddhismo di livello internazionale oltre che l’autrice di numerose pubblicazioni. Si concentra sugli insegnamenti di Dzog Chen e sul lignaggio di Machig Labdrön, fondatrice del lignaggio Chöd.

Al Tara Mandala Center, in Colorado (USA)  ho approfondito le relazioni tra psicodharma e psicologia occidentale  acura di Lama Tsultrim Allione, da cui ho ricevuto l’iniziazione alla pratica del mandala delle dakini, con un focus specifico sul femminile illuminato.

Sono insegnante certificata di EcoNidra, con un focus specifico sulle tecniche di rilassamento in natura a indirizzo psicosintetico e sulle pratiche di consapevolezza negli stati ipnagogici.

Sono allieva della Bert Hellinger Schule, una scuola di formazione orientata ai contenuti e alle intuizioni della Hellinger Sciencia®, la scienza di tutte le nostre relazioni, fondata da Bert Hellinger, padre delle costellazioni familiari praticate e insegnate in tutto il mondo.

Ho frequentato  il  Compassion Focused Therapy – Training di 1° livello del   “Compassionate Mind – Italia”, emanazione della Compassionate Mind Foundation Inglese di Paul Gilbert.

Ho coltivato il mio interesse per l’espansione degli stati di coscienza a scopo terapeutico,  frequentando l’Awakened Mind Training presso l’Arthur Findlay College, Londra (UK), dove tutt’ora approfondisco e pratico la mediumship.

Ho studiato e praticato il protocollo Mindfulness of Dream & Sleep con Charley Morley insegnante di sogno lucido e autore, tra gli altri, del libro Wake Up to Sleep: una guida pratica per trasformare stress e trauma e ristabilire un buon equilibrio emotivo. Il protocollo Mindfulness of Dream & Sleep aiuta a ridurre lo stress prima di coricarsi e  a ottimizzare la qualità del sonno.

Ho approfondito gli studi con Joanna Macy alla School for The Great Turning, che mette in evidenza i punti di incontro tra saggezza personale, ecologica e spirituale per rafforzare il self empowerment e incoraggiare la guarigione del pianeta.