Isola d'elba e corsi di personal branding

Io conosco tutte le alghe, gli occhi bianchi della rena, le piccole mercanzie delle maree dell’autunno e, come un gran pellicano, edifico umidi nidi, spugne che adorano il vento, e labbra d’ombra abissale, ma nulla è più lacerante dell’indizio di un naufragio: il dolce legno scomparso che fu morso dalle onde e sdegnato dalla morte.

Neruda

Ci sono infiniti modi di vivere un luogo.

Perché lo si eredita, insomma ci si nasce, perché lo si sceglie, perché è il caso a scegliere per noi, perché il cuore ci spinge e nella maggior parte dei casi neanche ce lo chiediamo il  perché.

A volte abbiamo la sensazione che sia il luogo  a vivere noi, sopraffatti come siamo dall’intensità dei nostri giorni che macinano impegni e doveri.

Io, non è un mistero, all’Elba ci sono venuta per amore, perché di quest’isola sono innamorata.

Un amore che, bada bene, conosce anche giorni di burrasca e di vento forte ma che mi ripaga grazie all’intensità del rapporto che io ho stabilito con questo luogo che fa del limite la sua risorsa più grande.

Ti sarà semplice comprendere che è proprio l’insularità, la separatezza dell’isola dal continente a indurre ogni estate  le persone  a venire a soggiornare qui  (l’isola negli anni ha sviluppato una proposta turistica che ad oggi rappresenta senz’altro la fonte di reddito principale dei residenti) e ti sarà altrettanto facile capire che proprio la dimensione di limite, di solitudine, talvolta di “confino” in un ambiente piccolo e periferico, a volte non sia semplice da elaborare per chi la vive tutto l’anno.

Quello che sto iniziando a capire è che talvolta tendiamo a percepire il luogo che viviamo come una mera cornice dei nostri giorni, sia essa ereditata, dettata da scelte professionali, personali o quant’altro. Stop.

Io credo invece che anche nei luoghi risiedano le risorse e non solo nelle persone e che andrebbero scritte nuove geografie relazionali, in grado di combinare il talento dei singoli con le straordinarie peculiarità dei nostri paesi, per riuscire a leggere le storie che si muovono al loro interno.

Come dire, la professionalità  che io esprimo all’Elba, a Canicattì avrebbe un altro sapore, perché non entro solo in relazione con le persone ma anche con i luoghi, il che mi autorizza a pensare che la stessa competenza che esprimo nel mio lavoro  si compone di esperienza, sapere, caratteristiche personali  e del luogo che vivo e questo vale per tutti.

Per questo motivo ho scelto di fare percorsi di personal branding su misura a partire dalle caratteristiche dell’isola: perché penso che anche l’Elba, la bellezza mozzafiato dei suoi panorami, la quiete che ti invita senza mezzi termini a porre dentro di te l’attenzione, oltre che quel famoso limite che diventa risorsa, aiutino  le persone a vedersi e a meglio comunicarsi.

Un po’ come dire: giacché ho la fortuna di vivere in un luogo bello e che la bellezza aiuta a sciogliere i nodi e a chiarire la “visione”, nel suo lenire e portare conforto a chiunque, perché non usufruirne nel mio lavoro?

Per questo motivo vado ogni mattina al mare.

C’è chi prende il cappuccino, chi legge il giornale, chi porta il cane al Parco e io vado al mare che mi ricorda la mia finitezza e mi aiuta a rimettere tutto nella giusta proporzione.

Il mare è anche un invito alla costanza (perché lui non manca mai di respirarmi davanti agli occhi) così come un grande dispensatore di forza, energia, impeto, capacità di rimescolare tutto trovando nuove forme di bellezza ma non solo.

Camminare sulla battigia ti insegna a stare con quello che c’è, con i doni che ti arrivano dalle burrasche precedenti e a giocare con questi, trovando nuovi equilibri e nuovi possibili utilizzi, senza indugiare nell’autocommiserazione per la tempesta che fu ma allenando l’occhio a nuove prospettive.

Non è meraviglioso?

Il personal branding qui all’Elba, in un certo senso lo fa l’isola stessa, basta che tendi l’orecchio e impari a Vedere con occhi nuovi e sono certa che se io abitassi in un altro angolo di mondo, diverse sarebbero le suggestioni che potrei accogliere e poi proporre nei miei corsi.

In sostanza  sarei felice che ci ricordassimo che il nostro essere connessi e in relazione gli uni agli altri è ancora più profondo: abbraccia strade, palazzi, piazze, città e deserti  perché noi entriamo in relazione anche con i luoghi e non solo con le persone e da questi siamo influenzati.

Ecco, oggi il mare mi ha regalato questo pensiero (oltre a bagnarmi completamente i piedi nella sua furia incontenibile).

Che fai, vieni a vedere con i tuoi occhi di cosa ti sto scrivendo?

A Pasqua iniziano i corsi e se mi scrivi ti racconto altre storie 🙂