Gli smeraldi, le perle, ed i diamanti 

abbaglian gli occhi col vivo splendore;

ma le dolci parole e i dolci pianti

hanno spesso più forza e più valore.

“I racconti delle fate” Carlo Lorenzini

Ci riprovo.

Lo scorso anno Twifavola è stata un’esperienza travolgente, non dimentico.

Mi sono rimasti appiccicati agli occhi gli sguardi vivi e curiosi dei bambini, il fascino delle loro parole veloci, il guizzo della creatività con cui collegano frasi, creano immagini, traslano significati e si dondolano tra le rime.

Ma si sa, si lavora per rendersi superflui (credo di averlo sentito dire ad Alessandra Farabegoli) ma poco importa, anzi questo avvalora l’idea di quanto connessi siamo e di quanto l’esperienza di uno influenzi l’altra, in un continuo rimandare a storie, vissuti, trascorsi altrui che in qualche modo si incastrano con i propri.

Scatole cinesi o vasi comunicanti? A volte mi perdo, confesso.

Insomma, ti dicevo che nel mio lavoro ho l’ambizione di aiutare altri a rendersi indipendenti, più che dipendenti, per cui è accaduto in brevissimo tempo che la classe IV dell’istituto Comprensivo San Rocco  a Portoferraio sia diventata “braverrima” al punto che, si lo confesso, il suo account twitter @cipelba è interamente gestito dalle sue motivate  insegnanti.

Quindi è tempo che i bambini lascino il mio nido e che @cipelba sperimenti i suoi voli a 140 caratteri in piena libertà sui cieli dell’isola e oltre.

A me resta il ricordo di una bella esperienza che mi ha senz’altro arricchita e il desiderio di nuove avventure, forte di quella appena trascorsa.

Per questo desidero continuare l’esperienza di #twitteratura che avvicina i bambini alla lettura, insegnando loro l’arte della sintesi senza tralasciare il contenuto e informandoli sull’esistenza di buone pratiche social che potrebbero aiutarli in un prossimo futuro.

Quest’anno, guarda caso, sarà la volta di un autore che ha segnato la mia adolescenza perché, si sappia, ho frequentato il Liceo Carlo Lorenzini a due passi da Collodi e non posso non sorridere all’idea che sarà proprio favola di Pinocchio ad accompagnare il viaggio in 140 caratteri dei bambini.

Con TwiPinocchio mi piacerebbe aiutare altri istituti (anche in altre zone dell’isola) a muovere i primi passi nella non troppo segreta speranza, già rivelata espressamente lo scorso anno, di aiutare il territorio a comunicarsi raccontandosi con la voce del suo stesso futuro: quella dei bambini.

Bando alle ciance dunque: c’è tutta un’isola da raccontare e tutto un mondo di grilli, fate, gatti, volpi e burattini da far cinguettare 🙂
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