Episodio 1 >> Il Deserto

Il deserto ci parla di introspezione, silenzio dentro, arsura.

Ci ricorda che la nostra azione nel mondo fa sorgere saggezza e che la saggezza fa sorgere l’azione.

Quando siamo assetate e prosciugate, diventiamo capaci di ottimizzare ogni singola goccia d’acqua come fanno i cactus. È come se entrassimo in relazione con tutta una serie di capacità che di norma non usiamo e di cui probabilmente siamo anche scarsamente consapevoli.

L’esercizio dell’esplorazione della sete richiede che si comprenda come impareremo ad adattarci quando si presenteranno dolore e fatica.

Episodio 2 >> La Foresta

Le foreste sono profondamente radicate nella nostra immaginazione e psiche: gli alberi sacri hanno reso possibili i primi rituali, l’albero della Bodhi ha ospitato l’illuminazione di Buddha, nella storia di Gilgamesh si parla di meravigliose foreste di cedri e infine l’albero della vita è il simbolo universale di connessione tra umano e divino.

Portiamo le foreste nel nostro spirito e nella nostra memoria: la foresta che nasconde segreti, spiriti, streghe e malefici da attraversare, l’amore per tutto ciò che verdeggia e che cresce, l’albero che ci ha cullate durante le tempeste dell’infanzia.

Episodio 3 >> La Montagna

Le montagne, quando c’è il sole, ricordano la grazia spirituale delle cattedrali. Divinità del pianeta, esse si elevano fino a sfiorare il cielo. Sono le icone degli spazi sacri e allo stesso tempo li delimitano e definiscono.

Le montagne parlano al nostro potere personale e danno forma al nostro mondo attraverso ciò che riteniamo aessere vero. Senza l’aspirazione di elevarci, la nostra vita sarebbe monotona e priva di valori, sogni, aspirazioni.

Piene di rischi, sacrifici e sfide, le montagne riempiono la nostra vita di un significato eroico. È qua che riusciamo a prosperare pur essendo sotto pressione e non siamo spaventate all’idea di essere viste o riconosciute e riusciamo a reclamare il nostro destino pienamente.