Ce ne ricorderemo di questo pianeta!

Leonardo Sciascia

In principio era il Fud (no, ma questo l‘ho già scritto qua) allora dovrei dire che in principio era il SUD, con i suoi spazi infiniti, le distese di ulivi che si mescolano ai campi di grano e a una sensazione, mista a stupore, che ti fa percepire che là, al Sud, ci sia ancora spazio. Spazio per creare, per progettare, per ascoltare, per insegnare e soprattutto imparare da una cultura che non ha perso il grande valore aggiunto della lentezza e che anzi sta intuendo che semmai si riparte da lì, da quel “ritardo” che improvvisamente diventa risorsa.

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Così ripercorro con la mente le mie 36 ore a Matera a Casa Netural e rivedo gli occhi vivi di Federico Valicenti, cuoco di fama nazionale, che gestisce un ristorante a Terranova di Pollino (so già che vi chiederete dove sia, come me del resto, ma ci pensa Federico a dipanare i dubbi dicendo che vive in un luogo dove per molti la strada finisce, mentre per lui inizia).

Ecco, questa frase per me è il Sud: un luogo dimenticato, abbandonato da molti che si sono visti costretti a emigrare in cerca di fortuna e che conserva testardamente intatto il suo straordinario valore che, in tempi di globalizzazione sfrenata, si chiama identità culturale, specificità, capacità narrativa dei luoghi che da soli, di per sé, solo a guardarli, raccontano storie. Un esempio? Una passeggiata dentro ai vicinati di Matera racconta la storia delle anziane del luogo che tendono i panni  o si uniscono in chiacchiere mentre dalle finestre aperte dei sassi è la voce familiare della televisione a ricordarti che sei a casa, se poi vai in paese, trovi  gli uomini, seduti al bar, che giocano a carte, ed è il profumo di pane caldo a vincerti agli angoli delle vie e a sedurti con il fascino affettuoso delle cose preparate ad arte, con cura, con ingredienti che qui, al Sud, raccontano il territorio.

Forse è anche per questo che ho lasciato una parte di me tra i sassi di Matera, forse è la potenza evocativa di questi luoghi, la sua fiera arretratezza che, badate bene, non è sinonimo di ritardo come si è sempre pensato, perché oggi questa si trasforma in una identità culturale ben definita, che non solo è capace di raccontare storie ma di attrarne a sé. Non credo sia un caso ad esempio che attorno a Casa Netural gravitino giovani sud americane, australiane (senza dimenticare che il suo founder è biellese!) e che spesso chi vi capiti un po’ per caso, scelga di rimanere, di provare a giocare la propria carta qui.

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La sensazione chiarissima che io ho avuto venendo a Matera, è che qua, al Sud, ci sia ancora spazio. Uno spazio inteso nella sua accezione più alta e varia: qua c’è spazio per creare, per pensare, per provare… anche solo banalmente per respirare e lasciarsi finalmente un po’ andare.

Anche per questo sono felice che si crei un Social Media Team proprio a Matera e coltivo l’intimo augurio che questo piccolo progetto pilota possa in futuro muoversi e viaggiare lungo tutta l’Italia per raccontare (e attrarre) storie e virtù del nostro paese.

C’è chi, come Massimo Troisi,  ricomincia da tre, io, confesso, ricomincio dal Sud!