Più vado avanti, più sento la benedizione dei miei antenati e comprendo che la “magia”, di cui ci hanno insegnato a diffidare e ad avere paura, giace in quel senso di connessione con gli elementi Vitali e che ci raggiunge attraverso il nostro corpo, il nostro cuore e la nostra mente.

Sminuire un ordine simbolico egualitario tra tutte le creature viventi, umane e non, per rinforzare uno maggiormente “credibile” fondato sul logos, sulla Verità religiosa, sul dominio di chi possiede di più, è stato il primo stupro che le donne hanno subito, insieme agli alberi, ai fiumi e all’equilibrio biologico che ci tiene in vita.

 

Non ho mai dubitato del fatto che la Terra  sia dotata di una consapevolezza, che si esprime nei suoi  ritmi magici e selvaggi, collegati ai misteri dell’intelligenza che la vita racchiude in sé.

Per entrare in contatto con questo livello di connessione, credo che siamo tutte e tutti chiamat* a fare un passo in direzione della saggezza degli antichi.

Le culture indigene e matriarcali riconoscevano ed onoravano il misterioso principio femminile insito nella Terra stessa; un principio che si esprime con i  sogni e con l’inconscio, entrambi associati alla dimensione ctonia, nascosta e notturna del vivere.

Il femminile sacro, che risiede in ognun* di noi, incarna lo spirito e il mistero, ci connette al potere, alla fertilità, alla sensualità, all’elemento acqua e anche alla solitudine, all’incubazione, alla morte così come alla rinascita.

Il femminile sacro e profondo, è una musa alchemica capace di ravvivare in noi la dimensione della morte (culturalmente troppo a lungo negata e bandita), nutrendo il principio vitale e il mondo interiore fatto di intuizioni, sensazioni e percezioni.

Gli aspetti del maschile e del femminile interiore, sono in realtà difficilmente separabili, proprio perché entrambi fanno parte dell’intero.

Allo stesso modo, gli aspetti “luminosi” del femminile, legati alla bellezza universale, all’amore e al nutrimento, hanno la stessa valenza a livello di forze interiori e istintuali che ci abitano, della dimensione “ombra” del femminile che abbiamo bisogno di riscattare, tornare ad abitare, incarnare, conoscere nel profondo.

Questo processo di “riabilitazione delle parti”, ha il potere di “ripartorirci”, farci tornare a una interezza compromessa da un vivere sociale che separa, definisce, allontana, ipnotizza le coscienze collettive con la seduzione di una parola che, se abusata, trae in inganno.

Abbiamo bisogno di tornare a parlare la lingua dei sogni, dell’invisibile e della dimensione notturna del nostro intuito, quella che ci parla per immagini e associazioni e che è capace di muovere in noi emozioni.

C’è urgenza di tornare a comprendere che i sogni sono forze capaci di guidare e ispirare la nostra vita, nutrendola di tutti gli aspetti di un femminile che è stato soppiantato dalla forza del logos.

Il femminile divino  ci abbraccia, ci sostiene, ci ama e ci insegna il potere della compassione. Allo stesso tempo, sempre il femminile divino ci aiuta a tagliare via le illusioni, recidere le false convinzioni che abbiamo bisogno di lasciare andare per aprirci profondamente e pienamente alla nostra rinascita interiore e lo fa attraverso le dakini.

Le dakini sono energie femminili  dinamiche che custodiscono insegnamenti e incorporano la saggezza primordiale, per accompagnarci in un lento viaggio di scoperta e di espressione di noi stess* e spesso lo fanno nei momenti “soglia”, di passaggio e profonda trasformazione interiore, così come attraverso i sogni che abitano la zona d’ombra, il notturno della nostra psiche.

Imparare a incontrare le dakini e i loro molti insegnamenti, implica che si torni in intimità con il mondo delle intuizioni notturne che si esprimono attraverso il misterioso sentiero che i sogni tracciano per noi ma che molti sono  spaventat* all’idea di seguire,  convint* come sono che si tratti di “inutili fantasie”.

Ma non basta, perché abbiamo anche bisogno di tornare a partecipare a una visione organica, ampia e omnicomprensiva della dimensione onirica, tornando a percepire che  la Natura e la Terra hanno una coscienza e che questa ci parla proprio attraverso i sogni, le intuizioni, i nostri bisogni profondi e gli avvenimenti fortuiti.

Non abbiamo bisogno di immergerci nella natura per tornare a parlare la lingua del mondo e a decifrare il modo in cui la natura ci parla in ogni istante, attraverso la voce dell’anima. Il potere e l’intelligenza della Terra sono ovunque intorno a noi e sempre accessibili.

Ne inizieremo a fare esperienza insieme, in un incontro gratuito giovedi 25 marzo: clicca qua per avere più informazioni.


Per approfondimenti:

T. Allione “Il mandala femminile”

M. Shaw “Illuminazione appassionata”

D. Susanetti “Luce delle Muse”