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Nel digital coaching allenarsi a scrivere è un primo passo e forse il più importante, per riuscire a capire cosa renda la tua storia apprezzata e rilevante per altri.

Se fai un viaggio nel digital coaching, accetti l’idea che prima di capire come creare contenuti per il web ti dovrai chiedere quali sono (e se ci sono) gli elementi di utilità nella tua offerta.

Si, ammetto: in questo percorso può capitare che tu debba rivedere convinzioni e punti fermi perché non necessariamente quello che secondo te è l’aspetto forte della proposta, viene percepito come tale dai tuoi clienti. Sembra facile ma questo punto è sempre un po’ doloroso e richiede cura e attenzione affinché dell’aspetto problematico tu riesca a cogliere anche l’aspetto propositivo, vedendo l’opportunità oltre alla crisi.

E quindi? Come se ne esce?

Facendo mente locale, entrando lentamente e pazientemente nella tua storia, in tutti quegli elementi che tu  conosci ma che spesso tendi a dare per scontato al punto che finisci con il non vederli  e quindi con il non raccontarli in modo efficace.

La scrittura serve in prima battuta a rendere evidente ciò non lo è.

Parlo di risorse,  valori, convinzioni, pensieri, paure, sabotaggi sotterranei, epifanie, momenti di sconforto che si alternano ad attimi di gloria.

L’insieme di questi elementi compongono la storia, si, anche la storia di un’azienda, di una impresa, di una attività. Sono per la verità i veri protagonisti della tua narrazione, che con il tempo hai imparato a trattare da comparse: un giorno ci sono, quello successivo no, non ci pensi e tiri a campare.

Il fatto è che mentre tiri a campare, la tua comunicazione tende a sbiadirsi, a perdere i tratti di unicità che le sono propri.

E’ come se senza accorgertene tu uniformassi il tuo passo a quello degli altri, anziché ricordarti di festeggiare e onorare quello che ti è proprio.

Vedi, ognuno di noi ha un suo incedere nella vita, che si riflette anche nel lavoro.

Ci sono i passi piccoli e svelti, fatti tutti d’un fiato e quelli lenti e distesi, che nel mezzo dondolano e rimirano il cielo. Poi ci sono i saltelli, quelli che non poggiano il piede intero, che vivono sulle punte, come ballerine della Scala, e i passi pesanti, che lasciano impronte e segni evidenti.

Ognuno ha il suo passo, il suo tempo, il suo modo che non è detto non cambi nel corso dell’esistenza.

Il punto è trovarlo, riconoscerlo quel “passo” e imparare ad assecondarlo, ad ascoltarlo, trovando un modo verosimile e sensato di raccontarlo. Ma raccontarlo a chi? A chi in quel modo di camminare si riconosce per svariati motivi, alle persone cui interessa, cui piace.

Dell’interlocutore ti scriverò con calma, in realtà, qui ti basti sapere che gli esercizi che normalmente facciamo con la scrittura fin dai primi incontri di digital coaching (specie quelli orientati al personal branding) sono proprio rivolti a conoscere te stessa.

Obiettivo?

Una puntuale raccolta dati.

Si, nel percorso di scrittura imparerai a conoscerti e a vederti sotto una luce differente.

Incontrerai paure, tristezze, risorse, convinzioni autolimitanti e punti di forza che neanche sapevi vivessero in te.

Insomma, disegneremo la mappa, capisci?

Nessun viaggio può iniziare senza che si abbiano gli opportuni strumenti per orientarsi lungo la via e la scrittura rappresenta per me un ottimo strumento per disegnare la rotta dei tuoi buoni contenuti sul web.

Sarà difficile?

Diciamo che potrebbe essere complicato e che non escludo tu venga colta da un sanissimo desiderio di mandare tutto all’aria e sai perché? Perché come tutti hai un cervello abitudinario che farà carte false per convincerti che stai perdendo tempo e che non ne caverai niente da un’esperienza simile.

Sarà abile nel dissuaderti e perfido nell’insinuarsi nei tuoi pensieri mentre proverai diligentemente a fare i compiti che ti assegnerò per casa.

Cosa faremo?

Metteremo pazienza, coraggio, dedizione e costanza nella nostra borsa (a proposito, hai letto l’elenco dei must have?).

Ti allenerai con costanza, sperimentando il valore della scrittura quotidiana attraverso esercizi specifici.

Faremo essenzialmente un viaggio nei tuoi contenuti, una esperienza di personal branding e di life coaching al tempo stesso e se ti darai il tempo e la possibilità di sperimentare e fare cose diverse dall’ordinario, potrai imparare a familiarizzare con aspetti di te che non avevi ancora incontrato.

Lentamente il disegno di questo tipo  di allenamento alla comunicazione consapevole prende forma e inizia a mostrarsi nella sua complessità. Il mio intento qui e ora è quello di farti comprendere il motivo per cui non può’ bastare, dal mio punto di vista, che io ti racconti come scrivere sul web, o come programmare i tuoi post su Facebook e Twitter.

Se l’obiettivo è comunicarsi in modo efficace, bisogna “sapersi” in modo chiaro ed essere consapevoli di sé: potenzialità e convinzioni autolimitanti compresi e sai perché?

Perché oggi scrivono tutti e siamo immersi fino al collo nella scrittura, al punto che non ci facciamo più caso: siamo distratti per autodifesa da overload di contenuti.

Liste della spesa, bollette, avvisi scolastici, pubblicità sul parabrezza dell’auto, scontrini e pure multe e poi post, twit, sms, news: tutto si esprime a parole, tutto parla ma noi, quanto ascoltiamo?

Impossibile snobbare l’annosa e spinosa questione della sovrabbondanza di contenuti che affollano i nostri schermi, si infilano negli smartphone, invadendo persino gli orologi più tecnologici.

Impossibile soprattutto se ci si vuole allenare a comunicare e a farlo in modo rilevante per chi ci legge.

L’attenzione che le persone sono disposte a regalarci è il petrolio del nuovo millennio: un bene prezioso ma destinato a esaurirsi con il depauperamento delle risorse.

Per questo motivo occorre organizzare temi, tempi e contenuti in modo rispettoso ed ecosostenibile.

Quella che io propongo è una sorta di decrescita felice, applicata ai contenuti.

Insieme impareremo il valore del fare poco e farlo bene che si sposa a un principio di utilità e rispetto per chi ci legge e per noi stessi, a un principio di ecosostenibilità della comunicazione sul web.

A questo proposito mi piace molto la definizione che ne da Giuseppe Morici e che sposo in pieno nelle esperienze di digital coaching:

una visione ecosostenibile del marketing significa una visione integrata nel nostro sistema naturale di vita sociale e di sviluppo. Un marketing sano e discreto, che offra alle persone una narrazione positiva e non impositiva, cui le persone aderiscano per moto spontaneo e non per senso di vuoto. Un marketing che, attraverso i suoi racconti, aiuti le persone a sviluppare una loro identità

 


Qualche consiglio:

Se ti va di leggerlo, il libro di Morici “Fare marketing rimanendo brave persone” non è niente male e fornisce spunti interessanti.

Scegli un taccuino che ti piaccia, che sia di dimensioni pratiche: un buon compromesso tra “ci sta in borsa” e ha le pagine sufficientemente ampie perché io possa scrivere normalmente e non in “formichese”.

Adesso è ancora il periodo delle foglie cadenti: hai provato a iniziare a collezionarne alcune? Le più belle, quelle che ti colpiscono: inizia a raccoglierle, poi vedremo come raccontarle.

Un sorriso,

Fra