L’universo si esprime per simboli che hanno un’influenza varia sull’uomo e ne accompagnano il processo di crescita spirituale e di evoluzione personale.

Ci sono persone che hanno bisogno di venire esaltate e di sperimentare la loro iniziazione nel modo violento del ” rito del tuono” dionisiaco, mentre altre hanno bisogno di essere dominate e di ridursi alla sottomissione nel recinto del tempio o della sacra caverna, secondo i riti di Apollo nella tarda Grecia.

In entrambi i casi, stiamo parlando di processi di crescita e lenta guarigione, che  ci conducono poco per volta a individuare prima e a manifestare poi, la nostra intima natura, offrendoci al mondo nella nostra autenticità.

Lungo la via,  impariamo a domare la selvatichezza originaria della nostra natura giovanile, percorrendo una strada di intima e profonda spiritualizzazione personale.

La guarigione completa, mira a liberarci da ogni stato di immaturità, di fissità, così come da ogni  schema limitativo d’esistenza, accompagnandoci verso una fase superiore o più matura del nostro sviluppo.

Il bambino possiede un senso di completezza ma solo nella fase che precede la comparsa della coscienza e dell’ego: da quel momento in poi, sperimenterà un senso di frammentazione e di latente conflitto interiore nel quale imparerà a privilegiare alcuni comportamenti, a discapito di altri che pur fanno parte della sua natura. Imparerà ad “edulcorarsi”, distorcersi, difendersi, prevenire attacchi, coltivando un senso di lento e graduale allontanamento dalla sua intima natura, spezzettandosi.

Il senso di completezza perduto, può essere coltivato dall’adulto,  attraverso l’unione della coscienza  con i contenuti inconsci della mente. Si tratta, per dirla con Jung, di un’unione che origina la “funzione trascendente della psiche“, per il tramite della quale l’uomo arriva alla piena realizzazione del potenziale contenuto nel proprio sé individuale.

Perciò, quelli che chiamiamo “simboli di trascendenza”, altro non sono se non simboli della lotta combattuta dall’uomo per il raggiungimento di questa mèta fatta di riunificazione e coesione, incontro, ascolto, accettazione, integrazione e manifestazione autentica di sé.

Questi simboli forniscono i mezzi tramite i quali i contenuti dell’inconscio possono penetrare nella mente conscia e rappresentano a loro volta un’attiva espressione di questi contenuti.

Si tratta di simboli molteplici, che si manifestano nei  sogni delle persone allorché queste abbiano raggiunto una fase critica della propria esistenza.

Tra queste figure simboliche, emerge quella dell’Imbroglione che non ci appare nelle vesti di un anarchico eroe velleitario ma in quelle dello sciamano, le cui arti magiche  e ardite intuizioni fanno di lui un maestro d’iniziazione primitivo.

La divinità che più si avvicina alla figura dell’Imbroglione, è Ermes che ha il ruolo specifico di fungere da messaggero, posto all’incrocio tra due strade, e che svolge il ruolo di guida delle anime da e verso il mondo sotterraneo.

Nel periodo olimpico della mitologia greca, Ermes ricevette gli attributi dell’uccello in aggiunta a quelli ctonici della sua originaria natura di serpente, e sul suo bastone comparvero le ali, al di sopra di un intreccio di serpenti e questo divenne il caduceus o bastone alato del dio Mercurio. A questo punto la sua trascendenza raggiunge la pienezza degli attributi: per il suo tramite la trascendenza inferiore, sorgendo dalle forme della coscienza sotterranea ed elevandosi attraverso la realtà terrestre, raggiunge il piano di espressione transpersonale.

Un altro  simbolo onirico tra i più comuni, rappresentativo di questa liberazione nella trascendenza, è  collegato al tema del viaggio solitario di natura essenzialmente spirituale, durante il quale l’iniziato fa conoscenza della natura della morte.

Si tratta di un viaggio di liberazione, di rinuncia e di espiazione, presieduto e protetto da qualche spirito compassionevole.

Un tale “viaggio” può essere promosso  da un senso di scontentezza che costringe tutti gli uomini e le donne liberi ad affrontare la scoperta di qualcosa di nuovo o a vivere in modo diverso la propria vita.

Questo cambiamento può assumere una particolare importanza nel periodo fra maturità e vecchiaia.

Per l’uomo moderno non è facile afferrare il significato di simboli che ci giungono dal passato o che appaiono nei nostri sogni, come non lo è il rendersi conto che dentro di noi abita un conflitto antico tra simboli di coercizione e di liberazione che fa parte di tutti i cammini di crescita spirituale. L’intero processo richiede tempo, ascolto, capacità di sintonizzarsi e familiarizzare con sempre nuovi piani e livelli di espressione personale.

Concludendo, potremmo dire che l’iniziazione, o guarigione, è essenzialmente un processo che si avvia con un rito di sottomissione, a cui segue un periodo di coercizione e quindi un rito finale di liberazione.

Seguendo questo criterio, ogni persona può essere in grado di riconciliare gli elementi contrastanti della propria personalità e raggiungere un equilibrio che la renda genuinamente padrona di se stessa e intimamente in contatto con il proprio sé individuale, attraverso un umile, lento e costante lavoro di riconciliazione interiore.