So-stare sul Matanna

da | Giu 22, 2021 | Storie

Quest’anno il Solstizio l’ho festeggiato nel migliore dei modi, potendo finalmente incontrare e abbracciare alcune delle donne con cui ho “viaggiato” online tutto l’inverno, attraverso un gruppo di meditazione.

Ne avevamo bisogno.

Di abbracciarci, certo, ma anche di stare in Natura, di scoprire quanto è semplice e a portata di mano un modo più umano e lento, discreto e toccante, di sentirsi vicine, condividendo un cammino, stralci di vita che occhieggiano dai racconti, solitudini che si intuiscono sull’onda di un espiro, occhi che si commuovono, mani che si cercano.

A fare da cornice al nostro incontro, è stato quell’incredibile caleidoscopio umano e animale che si raduna ai piedi del Monte Matanna, al Rifugio Alto Matanna: una casa che si apre agli ospiti con inenarrabile spontaneità e che mescola il chiacchiericcio delle oche a quello dei commensali, mentre tra una portata e l’altra non mancano gli intrattenimenti (dalle mucche in fuga agli asini tibetani desiderosi di coccole).

La cena al Rifugio, ha avuto il sapore forte dei luoghi in cui la vita pulsa e batte senza mezze misure, senza il controllo asettico e formale dentro cui spesso sono “imbustate” le nostre vite.

Qui la vita bussa prepotente, deride le pose e le mezze misure, starnazza sull’aia, scalcia e si dimena dietro all’accampamento delle tende, ha il sorriso timido e le mani segnate di chi la montagna la vive, asprezze incluse, tutto l’anno.

C’è da imparare, mi dico, mentre le portate si susseguono e si moltiplicano in quantità e varietà e c’è anche il tempo di fare due chiacchiere con le persone che ogni anno fanno il Cammino con Aeliante, in ricordo di Elia, il giovane scomparso dieci anni fa (qui trovi un bellissimo video che riassume lo spirito di questo Cammino che porta con sé anche il desiderio di sensibilizzare le coscienze alla salvaguardia delle Apuane)

Aeliante è un’associazione che cerca di trovare, nel nome di Elia, la gioia di vivere e la serietà di vivere, lo stare bene insieme, il superare le differenze e curare l’amicizia e l’essere consapevoli della responsabilità per una vita bella e utile.

Immediatamente mi è stato chiaro che eravamo tutte immerse in un crocevia, mai casuale, di storie e persone, impegno e dedizione, fatto di piccoli, a volte minuscoli passi, che però ci hanno fatto ritrovare, tutte e tutti insieme, attorno a una tavola che aveva il sapore del celebrare la vita, questo inestimabile Cammino nel quale siamo immers*.

Ci sono cose che sembra impossibile riassumere in una manciata di parole e che nonostante ciò sento che passano, attraversano i vissuti, incontrano cuori, si fanno spazio tra i pori della pelle per raggiungere una zona del nostro “esserci” e manifestarci che sebbene non passino per le parole o per le concettualizzazioni, non sono meno reali.

Così è stato, per me, a ogni passo, a ogni sosta di sudore mentre, l’indomani, eravamo intente a salire sulla cima del Monte Matanna.

Una ascesa, quella del monte, che per me ha sempre il sapore di un cammino interiore, che insegna pazienza e lungimiranza, passo lento e distensione della mente che si vorrebbe afferrare alla vetta, al risultato, ma a cui il respiro lento e il passo attento, insegnano la via dell’ascolto, dell’attesa, del portare rispetto a ogni sasso incontrato attraverso il sacrificio, il farsi sacro di ogni passo, di ogni battere e levare del nostro cuore.

Un sacrificio, che salendo sulla vetta prende la sostanza del sudore, dello sciogliersi di nodi e resistenze per aprire uno spazio interiore nuovo che è necessario perché si arrivi, veramente e profondamente, alla vetta.

Perché ci sono sguardi ampi e panorami che si disvelano solo a patto che si sia disposte alla rinuncia e all’offerta, all’attesa fiduciosa e alla “resa” davanti al personaggio che in noi si dimena e scalpita per guadagnarsi la cima, in un corpo a corpo con la montagna che facilmente ci fa perdere di vista il senso profondo del nostro esserci e ci allontana da quell’arcaico appartenersi, fondendosi, riconoscendosi a ogni respiro.

Con l’ascesa al Matanna, ho compreso che la mia via non è il corpo a corpo con la montagna ma piuttosto un “farsi il corpo della montagna”, diventare sasso e muschio, radice esposta ai venti e improvviso sparuto boschetto di faggi che si fa strada nella pietraia.

E’ questo il miracolo di un bagno di foresta: me lo voglio ricordare!

Il resto lo hanno fatto le cavalle selvatiche con i loro puledrini che qui vivono allo stato brado: la magnificenza di una Natura che con l’arrivo dell’estate mostra i suoi frutti, festeggia la vita appartenendole mentre noi imparavamo a camminare come ospiti nelle loro terre, a chiedere permesso (cosa che troppo facilmente dimentichiamo di fare) per tornare a sentirci piccole e immense, vuote e piene, dentro al brulicante telaio di vita che continuava a moltiplicare i suoi intrecci davanti ai nostri occhi pieni di meraviglia.

Festeggio l’estate e i suoi frutti, portando nel cuore il sapore di un incontro mai casuale di storie e persone, di cammini e sudore, in un reciproco celebrare il dono mai banale del trovarsi, qui, ora, su questo meraviglioso pianeta Terra.

Qualcosa risuona in quello che hai letto?

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CIAO, IO SONO FRANCESCA

Sono una psicologa clinica, forest bathing trainer e mindfulness counselor.
Ho approfondito il mio interesse per l’ecopsicologia con un master in Ecoterapia e Ecologia del profondo, ma soprattutto con la scelta di vivere in un bosco.

Attualmente sono specializzanda presso l’Istituto di Psicanalisi Relazionale e Psicologia del Sé a Roma.

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Ho una laurea magistrale in psicologia clinica e dinamica, nella quale ho approfondito i benefici dell’ecoterapia e delle immersioni sensoriali nel bosco, associati alla Terapia Focalizzata sulla Compassione di Gilbert e all’ecologia del profondo. Sono coautrice dell’articolo “La psicanalisi e gli spazi verdi”, contenuto all’interno del libro Salvarsi con il verde – la rivoluzione del metro quadro vegetale che mette in luce gli aspetti terapeutici della natura in una seduta psicoanalitica.

Mi sono diplomata facilitatrice del metodo Feeding Your Demons® con Lama Tsultrim Allione, che ne è la creatrice. Si tratta di una pratica che consente un lavoro approfondito sugli aspetti distruttivi della nostra psiche, con una lettura che integra lo Dzog Chen a un lavoro gestalitico sui blocchi interiori.

Lama Tsultrim è una insegnante di buddhismo di livello internazionale oltre che l’autrice di numerose pubblicazioni. Si concentra sugli insegnamenti di Dzog Chen e sul lignaggio di Machig Labdrön, fondatrice del lignaggio Chöd.

Al Tara Mandala Center, in Colorado (USA)  ho approfondito le relazioni tra psicodharma e psicologia occidentale  acura di Lama Tsultrim Allione, da cui ho ricevuto l’iniziazione alla pratica del mandala delle dakini, con un focus specifico sul femminile illuminato.

Sono insegnante certificata di EcoNidra, con un focus specifico sulle tecniche di rilassamento in natura a indirizzo psicosintetico e sulle pratiche di consapevolezza negli stati ipnagogici.

Sono allieva della Bert Hellinger Schule, una scuola di formazione orientata ai contenuti e alle intuizioni della Hellinger Sciencia®, la scienza di tutte le nostre relazioni, fondata da Bert Hellinger, padre delle costellazioni familiari praticate e insegnate in tutto il mondo.

Ho frequentato  il  Compassion Focused Therapy – Training di 1° livello del   “Compassionate Mind – Italia”, emanazione della Compassionate Mind Foundation Inglese di Paul Gilbert.

Ho coltivato il mio interesse per l’espansione degli stati di coscienza a scopo terapeutico,  frequentando l’Awakened Mind Training presso l’Arthur Findlay College, Londra (UK), dove tutt’ora approfondisco e pratico la mediumship.

Ho studiato e praticato il protocollo Mindfulness of Dream & Sleep con Charley Morley insegnante di sogno lucido e autore, tra gli altri, del libro Wake Up to Sleep: una guida pratica per trasformare stress e trauma e ristabilire un buon equilibrio emotivo. Il protocollo Mindfulness of Dream & Sleep aiuta a ridurre lo stress prima di coricarsi e  a ottimizzare la qualità del sonno.

Ho approfondito gli studi con Joanna Macy alla School for The Great Turning, che mette in evidenza i punti di incontro tra saggezza personale, ecologica e spirituale per rafforzare il self empowerment e incoraggiare la guarigione del pianeta.