Il corpo umano, quando è lasciato a se stesso, è in un continuo stato di morte e rinascita,  di eliminazione di ciò che è vecchio e ricrescita del nuovo, proprio come tutto ciò di cui facciamo esperienza in Natura.

La pelle subisce una muta continua affinché quella nuova possa ricrescere, le ossa si liberano costantemente delle vecchie fratture e si rigenerano. Il sangue trasporta le tossine eliminate dagli organi, per fare spazio al nuovo sangue (che nel caso delle donne si rinnova con ogni ciclo mestruale) per alimentare l’organismo.

Laddove questo processo si interrompe, subentra la malattia.

Una malattia che è spesso sinonimo di mancato dialogo, di un vero e proprio blocco che si viene a creare tra psiche e ego, che sono parti integranti del nostro essere.

la psiche opera e muta costantemente attraverso lo stato del sogno.

L’ego, che ci fornisce la cognizione di tempo e spazio, non sempre segue il flusso della vita ed è il responsabile principale del nostro progressivo distanziamento dalla Natura e dalla sua ciclicità.

La vita è cambiamento ma molti di noi sperimentano la tendenza a rimanere aggrappati al dolore, alla paura, alla rabbia e alla sofferenza, quando invece potrebbero lasciare andare questi sentimenti per continuare a fluire, a crescere e ad evolversi al pari di tutti i sistemi in Natura.

Da questo punto di vista allenarci ad abitare consapevolmente il presente, abbandonando il chiacchiericcio continuo dentro cui è immersa la nostra mente che separa e giudica,  ci aiuta a chiudere le porte di quei luoghi della nostra vita che hanno bloccato la nostra crescita e la nostra evoluzione per fare spazio alle parti di noi che nel tempo abbiamo dimenticato.

A mano a mano che il processo di riavvicinamento e di “ritorno a casa”, alla nostra intima integrità prende vita,   è molto importante imparare a dare ascolto alle parti esiliate, perché queste spesso tornano ad aiutarci portando con sé molte informazioni a noi utili. Potrebbero infatti insegnarci, come fidarci, come farci amare, scrivere, creare, avere fiducia in noi stesse.

Pe farlo, è importante imparare ad  abitare pienamente la nostra adultità.

Diventare adulte, significa acquisire la capacità di creare in prima persona la nostra realtà.

Partendo dalle informazioni che provengono dalla loro esperienza di vita, le persone adulte  sono infatti capaci, con il supporto dell’immaginazione e della convinzione, di operare scelte che le portino sempre più vicine alla realizzazione dei loro sogni. Questo chiaramente implica anche che devono essere capaci di assumersi le loro responsabilità, imparando a gestire il loro potere personale.

Personalmente  sono fermamente convinta che si possa sperimentare solo ciò in cui profondamente si crede anche se forse molte persone sono convinte che si creda in ciò che si sperimenta.

Con questo voglio dire che finiamo con il manifestare e/o l’incontrare situazioni che conosciamo, spesso confondendo esperienze passate che “hanno lasciato un solco dentro di noi” con una sorta di profezia auto avverantesi in tutte le relazioni future.

C’è stato un tempo in cui io stessa ero convinta che la vita fosse dura e che richiedesse sempre un grande sforzo personale per essere pienamente e responsabilmente vissuta. E devo dire che ho mostrato un certo talento nella capacità di attualizzare questa convinzione.

Pian piano, grazie alla pratica interiore e a una infinità di Mestri che non finirò mai di ringraziare, la mia vita è diventata molto più facile in realtà. Oggi riesco infatti a vedere piena bellezza intorno a me e a cogliere profondamente il dono prezioso che rappresenta la vita sulla terra, che si esprime dentro di me con una indescrivibile gratitudine per tutte le ricchezze che il farne esperienza mi regala.

Con il tempo, e la pazienza infinita di chi mi ha accolta e accompagnata,  ho scoperto che la frammentazione di cui avevo sofferto, oltre a essere causa della mia depressione, aveva anche fatto sì che il mio impegno nei confronti della vita si affievolisse.

Poiché il mio impegno/fiducia non era forte, l’universo riverberava  su di me questo stato di cose, presentandomi spesso situazioni che non erano dispensatrici di vita ma che anzi la spegnevano e rafforzavano le mie convinzioni in un perfetto quanto deprimente circolo vizioso di cause ed effetti da cui a volte ho dubitato di essere in grado di uscire.

Essendo frammentata, non riuscivo a sentirci o a vederci bene in questa realtà (ricordi il mito della caverna di Platone?),

Ero raramente consapevole dell’ambiente che mi circondava, perché mi trovavo per metà tempo fuori dal corpo. Non sfruttavo appieno le mie capacità di ascolto e così molti dei segnali che avrebbero potuto aiutarmi a non prendere decisioni disastrose, mi sfuggivano.

Quel che con il tempo e le assidue frequentazioni dei boschi ho imparato, è che in ognuno di noi esiste un centro di potere da cui imparare a tornare a guardare il mondo.

Il centro di potere è una posizione interiore dentro la quale riprendiamo a fluire, sblocchiamo energie stagnanti e torniamo a parlare la lingua della Natura.

Il potere è proprio la capacità di trasformare qualunque tipo di energia  negativa, spesso figlia di traumi irrisolti, in energia illuminata.

A mano a mano che questa nuova qualità dell’essere fa il suo ingresso nella nostra vita, diventiamo capaci di trasformare la nostra stessa vita in una danza divertente, capace di offrire nuovo spessore alle cose.

Questo non significa che attraverso un serio lavoro interiore non si vivano più giornate nere, ma vuol dire che torniamo a essere capaci di abitarle e lasciarle andare aprendoci continuamente all’eterno e intimo pulsare della vita, partecipandone attivamente.

Tornare alla vita significa dismettere i panni delle osservatrici passive e corrucciate, per rientrare a pieno titolo a scorrere insieme alla vita, sentircene parte facendoci sostenere dalla nostra capacità immaginifica. Del resto, come possiamo contemplare la possibilità di un corpo sano, di una mente sana e di un pianeta sano, se non siamo neanche in grado di immaginarli?

La nostra capacità immaginifica, intimamente legata al recupero della nostra bambina interiore, si dimostra nel tempo un formidabile alleato per attualizzare i nostri sogni e prenderci cura della nostra salute fisica e interiore.

Se puoi immaginarlo, puoi farlo.