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E’ da #springelba13 che ho iniziato a salutare persone e luoghi e mi rendo conto che me ne vado dall’Hotel Cernia arricchita, trasformata,  piena di belle storie d’amore da raccontare.
Mi è servita tutta la stagione per congedarmi da “un pezzo del mio cuore”:  me la sono presa comoda, eh? 🙂
Del resto congedarsi da un’esperienza di lavoro lunga 15 anni, richiede tempo e pazienza e respiri e ancora opportunità di scambio e di ascolto. Perché ci vuole tempo per lasciare andare e nel farlo capire il senso di quanto ci siamo scambiati e di quanto, in fin dei conti, continueremo a scambiarci.

Potremmo parlare a lungo di quanto è accaduto ma a che serve poi parlare, quando qui, tra queste mura, tra i sentieri di quest’isola, abbiamo vissuto l’inenarrabile?
Potremmo scomodare le varie edizioni di #springelba con #librinviaggio e #elbafall, passando per i lavori partecipati di #wwelba,  i pic-nic d’A-mare,  le cene sotto le stelle, la costruzione del forno a legna con griglia, l’insperato articolo apparso sul Gambero Rosso che parlava della nostra cucina emotiva,  la videorisposta a Tripadvisor che ci è valsa l’insperato Hospitality Social Award , l’inatteso invito a raccontare la social storia dell’isola a BTO e poi ancora l’escursione in miniera a caccia degli acquerelli dell’isola e tutte le (tante) occasioni di contaminazione culturale, compreso #arteingiardino con le sue 8 edizioni e la felicissima cena delle 100 ciotole senza mai dimenticare che tutto questo è stato reso possibile grazie a una squadra di persone.

Si, a scriverne adesso mi rendo conto che la nostra è stata proprio una lunga e intensa storia, punteggiata di esperienze, emozioni, incontri stupefacenti (mi viene in mente l’inattesa visita del grande chef errante Carmelo Chiaramonte che passò a salutarci perché incuriosito da una mail di sincera stima che gli inviai, oppure l’insperata sorpresa che gli Ottoni Animati ci fecero con una incursione musicale in giardino e i saluti appassionatamente poetici di Marcia Theophilocandidata al Premio Nobel per la Letteratura).
Insomma, qui la storia si fa lunga e mi rendo conto ricca di contenuti e spunti di riflessione che meriterebbero un approfondimento ma al momento mi sento solo di ringraziare nel salutare questo luogo magico, unico, nel quale ho avuto la fortuna di crescere mia figlia e alcuni dei  miei più grandi affetti.

La mia avventura all’Hotel Cernia si ferma qui e in questo post ho cercato (sicuramente in modo incompleto) di condensare il senso di questo mio tanto.

Ovviamente la storia non finisce qua e già su questo  mio blog sto iniziando ad annotare i primi piccoli passi del mio nuovo cammino che se avrete voglia, potrete condividere con me seguendomi e iscrivendovi alla mia newsletter.
Ho anche una pagina su facebook che trovate cliccando qua e twitto spesso e volentieri come @fra_vola.

Adesso non è più tempo di racconti ma di lunghi, affettuosi, sinceri e perché no, commossi saluti.

Grazie a tutti voi che avete reso il mio percorso emozionante, ricco e meravigliosamente vero.

A presto! Francesca aka Fravola 🙂

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