Imparare a vedere la bellezza e la bontà è un modo per iniziare a coltivare e sviluppare la gentilezza amorevole,  incoraggiando i propri occhi a cogliere la bellezza segreta nascosta dietro agli occhi di ogni essere umano.

Cogliere la bellezza di un altro essere umano è qualcosa di straordinario, come ci ricorda Nelson Mandela quando dice che “non c’è niente di male nel vedere il buono  delle persone: queste spesso si comportano meglio proprio a causa di ciò.”.

Riuscire a vedere la bellezza negli altri,  richiede di essere capaci di  espandere la nostra capacità di amare, riuscendo a metterla in circolo, in modo che questa possa liberare, aprire, accogliere, permettere che scenda la pace e la tenerezza nei territori in cui  ha sempre abitato il conflitto e la tensione.

Nell’espandere la nostra capacità di amare, diventiamo  capaci di cogliere  l’originale dignità, bellezza, innocenza che abita l’altro e allo stesso tempo, siamo in grado di cogliere  la nostra bellezza, dignità e innocenza  interiore originaria, in uno scambio reciproco di apertura, disponibilità, accoglienza che fa cadere le maschere della personalità e riporta all’essenza.

Per capire in cosa consiste questo sentimento di calda accoglienza reciproca nel quale come per magia riusciamo a vedere l’altro e noi stessi al di là degli atteggiamenti difensivi in cui ci siamo tutti nascosti con l’andare del tempo, possiamo ricordarci di una circostanza in cui ci siamo sentiti innamorati.

Forse lo eravamo di un’altra persona o della vita stessa: non importa a chi fosse rivolta questo sentimento, quello che conta è essere capaci di richiamarlo alla nostra mente – cuore e di riuscire a sentire adesso, nel corpo, la sensazione che questa ha generato e continua a generare se evocata.

Una volta che abbiamo chiara nel corpo la sensazione e che riusciamo a distinguerne i tratti, possiamo ricordarci che ne siamo capaci, ne siamo pervasi in ogni singola cellula del nostro corpo: è una sensazione che si rende  sempre disponibile  per noi, non solo nei giorni in cui è facile sentirsi innamorati ma anche e soprattutto quando non lo è.

Quell’amore, quel calore, quella disponibilità del nostro cuore a dischiudersi, ad offrirsi e a offrire all’altro la possibilità di esprimere di sé la sua migliore versione, ci abita ed è un dono straordinario.

Un dono capace di migliorare la nostra vita e quella che ci circonda, offrendo spaziosità, accoglienza e nuove occasioni di crescita condivisa a partire dalla nostra innata capacità di amare.

Adesso potrebbe valere la pena di chiedersi: “come e quanto ha cambiato la mia vita una persona che è stata capace di vedere la mia bellezza, dignità e purezza originaria?”