Un viaggio lungo mille chilometri inizia con un piccolo passo. Lao Tse.

Sono a casa da due giorni.

Mi sembra un tempo infinito, sia perché a Matera ho vissuto le 36 ore più lunghe della mia vita (in termini di emozioni, esperienze, stimoli e nuovi affacci) sia perché al mio rientro ho trovato ad attendermi grandi affetti, ovvero legami che sono nati “quando facevo l’albergatrice” e che permangono tutt’oggi, arricchendosi di nuove esperienza condivise.

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A Matera ho vissuto un’esperienza incredibile, che testimonia la forza della rete e della condivisione di contenuti attraverso i social: un punto di non ritorno, inteso come il momento in cui, appresa un’abilità, non la si può più disimparare.

A Casa Netural io ho imparato cosa significhi fare innovazione sociale nei fatti, concretamente, attraverso le piccole cose del quotidiano che passano per una tavola imbandita, un letto messo a disposizione, del tempo per la condivisione e lo scambio e nel mezzo la generosa bellezza del luogo. Al di là del fascino modaiolo di una parola spesso abusata, qui a Matera ho capito che l’innovazione non è un concetto astratto ma che passa anche attraverso il coraggio di fare cose semplicissime come riunirsi attorno a una tavola generosamente imbandita, prendersi del tempo per “camminare un luogo”, incontrare persone e quindi incrociarne gli sguardi limpidi, concedersi il lusso della lentezza che qui al Sud percorre le relazioni, racconta le storie dei luoghi e di chi li vive. Innovatore sociale è dunque chiunque abbia il coraggio di percorrere la propria strada, che per forza di cose è alternativa alle altre, perseguendo i propri ideali, dando sfogo alla propria creatività e al proprio coraggio per metterli al servizio di una comunità in crescita.

A Casa Netural, ho capito che non servono master in genialità applicata o corsi di smartitudine 2.0 per fare dell’innovazione ed essere virali, ovvero coinvolgenti, capaci di attrarre persone affini e di costruire insieme ad esse nuove visioni.

Nello spazio di co-living di Matera ho compreso il valore dei piccoli gesti mossi da grandi intenzioni (come quello di invitare a pranzo 10 imprenditori e di farli incontrare con altrettanti appassionati di comunicazione, sognando nuovi spazi di collaborazione e crescita comuni). In effetti così è stato. Dopo una mattinata trascorsa ad ascoltare una decina di avvincenti percorsi imprenditoriali che inevitabilmente rimanevano incagliati sugli aspetti della comunicazione, naufragando nel mare magno dell’anonimato del web, ho capito che era il caso di agire e questo sprone me lo ha dato proprio l’ambiente di co-working particolarmente favorevole e coinvolgente nel quale mi trovavo.

In poche parole, ho capito che non possiamo aspettarci che gli altri escano dalla confort zone se noi rimaniamo comodamente seduti in poltrona e che, per quanto ragionevoli fossero gli inviti rivolti agli imprenditori a farsi avanti e comprendere l’importanza del ruolo della comunicazione, spetta proprio a noi, che siamo convinti di questo, dimostrarlo. Come? Facendo. Uscendo dalle logiche di mercato, “sporcandoci le mani” con il rischio, mettendoci in gioco completamente, adoperandoci in prima linea per un cambiamento valoriale che passa inevitabilmente attraverso il nostro fare.

Credo infatti che, complice la congiuntura economica, sia davvero arrivato il momento di agire, di dare cioè concretezza e visibilità a idee che da tempo circolano sul web ma anche attorno alle tavole conviviali tra amici.

Anche per questo mi sono innamorata di Casa Netural, perché tra quei sassi ho scoperto un’energia positiva e propositiva che sta attraendo persone, progettualità, momenti di scambio che hanno l’enorme pregio di dare concretezza a sforzi che troppo spesso naufragano nel mare magno delle belle promesse.

Incentivata e spronata da questo clima particolarmente favorevole, ho quindi lanciato la mia provocazione: costituire un Social Media Team che unisca insieme gli esperti del settore accorsi al meetup materano e promuovere un’azione di gruppo, volta al sostegno e allo sviluppo di una strategia di comunicazione territoriale che aiuti le aziende che hanno creduto in questo incontro a crescere e a ottimizzare i grandi sforzi e l’appassionato impegno profuso.

Personalmente credo che l’innovazione sociale  passi anche attraverso la concretezza di chi, chiedendo ad altri di cambiare, si metta per primo in gioco, rischi, rinunci per primo alla propria confort zone in nome di un bene e di un valore ben più grande e importante e sono felice di aver trovato nelle (belle) persone incontrate a Casa Netural lo stesso spirito d’avventura.

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Che il viaggio inizi, dunque (anche se, a ben pensarci, è iniziato qualche giorno fa).