Caspita, mi rendo conto solo ora che è passata quasi una settimana dal mio primo (folgorante) incontro con Silvia e Valerio, le due anime di ViviSostenibile, un progetto  che coltiva passioni, mette in rete realtà virtuose nel campo dell’accoglienza con un occhio di riguardo verso la sostenibilità e l’attitudine social (che senz’altro aiuta e promuove le opportunità di incontro e scambio).

Sivlia, manco a dirlo, l’ho incontrata in rete: una mail accattivante e sensibile aveva catturato la mia attenzione ma la proposta di collaborazione che lei mi faceva, essendo io all’epoca in fase di “scollocamento” dall’Hotel Cernia, mi parve impossibile da accettare. Ci sono attrazioni umane però e sottilissimi invisibili legami che non trovano la loro ragion d’essere in una oggettiva reciproca conoscenza fatta di tempo materiale trascorso insieme, che non conoscono battute d’arresto e di fatto non si lasciano scoraggiare dalle apparenti difficoltà momentanee. Fu così che mi congedai da Silvia con la promessa che le avrei fatto sapere se, come e quando avessi intrapreso un nuovo cammino nel campo dell’ospitalità. La stagione turistica (mi pare fosse Maggio) stava partendo, con tutto il carico di impegni e pensieri che questa porta con sé ma twitter e facebook hanno rappresentato per Silvia e me una piazzetta virtuale, nella quale incrociarsi per un caffè, condividere due pensieri o semplicemente osservare attimi della vita dell’altra, condividendone in silenzio la filosofia di fondo, quello sguardo genuino e spesso affetto (nel duplice senso della parola,  direi) di entusiasmi carichi di sentire e desiderio di esplorare.

La felice occasione di realizzare un’opportunità di incontro si è quindi concretizzata lo scorso week-end e finalmente quell’abbraccio 2.0 che più volte ci siamo scambiate in rete, ha avuto luogo nella splendida cornice della spiaggia delle Ghiaie a Portoferraio (casa mia!).

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Io che amo le parole e mi diverto a giocarci insieme, stavolta stento a trovarne di sensate per raccontarvi la magia di questo incontro che , se la logica ti suggerisce di non aver mai vissuto prima d’ora, il tuo sentire te la mette in discussione perché, porca paletta, tu con quei ragazzi ti ci senti a casa ed è subito un sentire condiviso e un sorridere delle medesime magagne mentre ti infiammi per le stesse passioni. 

Il mio week-end con Silvia e Valerio ha avuto il sapore degli incontri nei quali  non c’è bisogno di spiegare granché né di sapere cose, fatti, particolari di vita: le connessioni hanno il pregio di fregarsene altamente dei dati oggettivi e di mirare dritto al cuore, a quello spazio sacro dentro al quale immagazziniamo quotidianamente sensazioni, aspirazioni, sogni, prospettive future. Impossibile quindi per me rimanere indifferente al richiamo fascinoso di questi due ragazzi che con grande entusiasmo, spirito d’iniziativa e una buona dose di follia (perché vi giuro che se la girano in prima persona in lungo e in largo l’Italia per trovare le strutture che rispondano ai canoni che si sono immaginati essere indispensabili per Vivi Sostenibile) portano avanti un progetto ambizioso ma meravigliosamente realizzabile, in realtà, a patto ci si creda in diversi.

Quella di costruire una rete di strutture legate insieme da una comune visione e di trovare ambasciatori, anzi, coltivatori di passioni, che siano in grado di sostenerle, aiutarle a crescere crescendoci dentro, trovo che sia una straordinaria opportunità di conoscenza e di esplorazione di strade alternative in un momento storico che, con la sua crisi, ci aiuta e ci invita a rompere gli indugi e a farci portatori (sani) di nuove (condi)visioni.

Pertanto, bando alle ciance: io mi butto (e chi si è visto si è visto).

Coltivatori di passioni: UniAMOci 🙂

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